Il risparmio in tempi di crisi

Le buone vecchie abitudini non vengono cancellate nemmeno dalla crisi: lo dimostra una ricerca Eurisko sui comportamenti delle famiglie italiane in campo finanziario. Anche in un anno che ha messo a dura prova la loro tenuta economica, la maggior parte dei nuclei famigliari italiani non ha rinunciato al risparmio.

Risparmiano il 71% delle famiglie

Secondo i risultati dell’indagine, i venti della crisi mondiale non hanno spazzato via la predisposizione al risparmio degli italiani: in linea di continuità con le rilevazioni degli anni precedenti, il 71% delle famiglie italiane ha dichiarato di avere messo da parte il 12,4% delle proprie delle entrate.

L’indagine Eurisko
Il sondaggio è stato condotto da Eurisko su un campione rappresentativo di 19,5 milioni di nuclei famigliari residenti sull’intero territorio nazionale e appartenenti a diverse fasce di reddito. Una parte consistente del corpus preso in esame è costituita da famiglie con redditi bassi o medio-bassi: il 17%, infatti, ha dichiarato di avere registrato un reddito inferiore ai 1000 euro al mese, mentre il 29% ha affermato di disporre di entrate mensili comprese tra i 1000 e 2000 euro. Considerati tali numeri, quindi, i dati sulle abitudini di risparmio assumono una notevole rilevanza.

Non mancano le difficoltà
Anche in questo contesto, tuttavia, c’è stato chi ha fatto più fatica degli altri. L’indagine Eurisko, infatti, ha rilevato come il 29% degli intervistati non sia riuscito a mettere da parte alcun risparmio e abbia invece incontrato notevoli difficoltà anche a raggiungere la fine del mese con qualche in euro ancora in tasca da spendere.

Cambiano le vie del risparmio
Grossomodo, comunque, la propensione al risparmio è rimasta invariata. A cambiare, però, sono state le scelte d’investimento. Già portati al risparmio per tradizione, gli italiani sono divenuti nell’ultimo anno ancora più prudenti:

  • si è ridotta del 2% la quota di chi si espone sull’azionariato, arrivando a toccare il 10%;
  • è aumentato il numero di famiglie che preferisce disporre di soldi liquidi, in preferenza parcheggiati su libretti postali e depositi web, dai rendimenti più elevati rispetto a quelli offerti dalle banche tradizionali;
  • solo il 32% delle famiglie (in 68 casi su 100 concentrate nel Nord del paese) si lancia in investimenti finanziari.


Il portafoglio degli italiani

Il portafoglio delle famiglie italiane, mediamente, è composto per il 75% da liquidità, il 17% da titoli di Stato, certificati di deposito, obbligazioni finanziarie e societarie, il 3% da risparmio gestito e il 5% da polizze vita.

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