Italia, prima in scudo fiscale

Finalmente una classifica mondiale che vede primeggiare la tanto bistratta Italia e poco importa che sia quella molto chiacchierata e controversa del cosiddetto “scudo fiscale”. In nessun Paese del mondo, stando ai dati raccolti dall’Irs (Interna Revenue Service, l’Agenzia delle Entrate statunitense), il provvedimento per il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero ha avuto “successo” come in Italia.

In classifica davanti a dei giganti

I 95 miliardi di euro rientrati da oltrefrontiera servendosi dello scudo fiscale bastano e avanzano all’Italia per lasciarsi alle spalle – e a distanza siderale – concorrenti di primo livello, che non hanno goduto di risultati altrettanto “brillanti”. In Francia sono rientrati solo 3 miliardi di euro, in Olanda 1,5, nel Regno Unito si prevede che riprendano la strada di casa circa 2 miliardi di euro, mentre in Argentina la cifra ha raggiunto la quota di 8,3 miliardi di euro.

Soddisfatto Tremonti
Probabilmente felice di poter commentare finalmente un primato, Tremonti ha espresso grande soddisfazione, sprecando parole lusinghiere in una nota di commento ai numeri, che sarebbero: “uno straordinario successo, segno di forza della nostra economia e di fiducia nell’Italia”.

Niente accade per caso
Ci sarà anche la fiducia nell’Italia alla base delle motivazioni che hanno spinto tanti ex-evasori a riportare i propri capitali dove avrebbero dovuto stare da sempre, ma probabilmente quello che più ha giocato a favore del rientro degli euro è il senso di gratitudine verso lo Stato. In nessun altro Paese, infatti, lo scudo fiscale prevedeva condizioni tanto vantaggiose per gli evasori “pentiti”: completo anonimato, pieno condono e una ridottissima aliquota del 5% sulla somma rientrante. Una carezza rispetto a quanto previsto dalla legislazione di altre parti del mondo: in Francia, a seconda della gravità della situazione, si rischia di restituire dal 10 all’80% della cifra rimpatriata; negli Stati Uniti si può raggiungere la quota del 50%; mentre nel Regno Unito, il dispotico Stato può decidere di trattenere l’intero ammontare. Mamma mia, che permalosi questi inglesi!

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