Lavoro: le difficoltà delle donne italiane

Trascorsa l’euforia della Festa della Donna, le donne italiane tornano a fare i conti con lo scenario poco confortante del mondo del lavoro. Incrociando i risultati di due ricerche, condotte dall’Ocse e da Almalaurea, quanto viene a delinearsi non è nulla di troppo promettente: il nostro è uno dei Paesi con il più basso tasso d’occupazione femminile, mentre risulta ancora evidente la disparità nel trattamento economico tra uomini e donne.

La ricerca Ocse
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha messo in ordine i propri affiliati secondo il tasso di occupazione femminile. All’Italia è toccata la terzultima piazza, davanti ai soli Messico e Turchia. Con un tale risultato, certo non basta a rasserenare gli animi la considerazione che, in fondo, nel corso degli anni nel BelPaese il tasso d’occupazione femminile è cresciuto, passando dal 45% del 1970, al 58% del 2008 al 62% odierno.

Stipendi rosa più leggeri
Come se non bastassero le difficoltà nel trovare lavoro, a rendere ancora più complicata la carriera delle donne concorre un’evidente disparità nel trattamento economico rispetto ai colleghi parigrado. Una ricerca condotta da Almalaurea sulle laureate del 2003 certifica che gli uomini guadagnano il 25% più delle donne. A un anno dal conseguimento del titolo, lo stipendio medio degli uomini è pari a 1312 euro, mentre quello delle donne raggiunge il valore medio di 1053 euro. Le differenze di genere negli stipendi si ritrovano in tutti i settori disciplinari e risultano particolarmente evidenti all’interno dell’ambito giuridico, dove i laureati uomini guadagnano anche il 44% in più rispetto alle colleghe.

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