Ricchi nonostante la crisi

A quanto pare, la crisi ha passato la sua fase più acuta. Facendo il consuntivo del suo impatto sulla vita degli italiani, ci si può imbattere in alcune interessanti scoperte. Per esempio, l’avreste mai detto che qualcuno uscirà dal periodo di difficoltà più ricco di come v’è entrato? Nessuna illusione, però, perché si tratta proprio di chi meno ne aveva bisogno.

Piove sempre sul bagnato

Secondo i dati dell’Osservatorio permanente sulla gestione del risparmio delle famiglie europee, curato da PricewaterhouseCoopers (PwC) e dall’Universitù di Parma, nell’ultimo anno gli italiani più abbienti hanno visto lievitare i loro patrimoni. La ricchezza degli italiani che possono contare su patrimoni superiori ai 500mila euro investiti in attività finanziare (depositi e liquidità, titoli obbligazioniari, azioni quotate, fondi comuni, polizze vita e fondi pensione) è cresciuta del 19%, arrivando – complessivamente – alla cifra di 882 miliardi di euro, per un portafoglio medio 1,38 milioni di euro. Prima che la crisi esplodesse in tutta la sua evidenza, tale indice non superava gli 829 miliardi di euro.

Sarà stata magia?
Ma come hanno fatto i “Paperoni” italiani ad arricchirsi ancora? Stando a quanto rilevato dall’indagine, hanno sfruttato il buon andamento delle Borse (con un effetto performance del 7,3%) e lo scudo fiscale, con 85 miliardi di euro rimpatriati (per la metà detenuti in liquidità). Le previsioni relative a quest’anno, inoltre, lasciano intendere che i patrimoni dei ricchissimi cresceranno ancora (forse del 5,3%, per un valore assoluto di 48 miliardi), in maniera riconducibile allo scudo fiscale solo in minima parte (10 miliardi)

Lontano dagli dei…
Lasciando a parte i più ricchi, la ricerca ha rilevato come, in generale, la ricchezza delle famiglie italiane sia fortemente legata al patrimonio immobiliare, cresciuto in un anno del 4,5% e arrivato al massimo storico di 9480 miliardi di euro. Contemporaneamente a questo record, però, se ne segna anche un altro: l’indebitamento delle famiglie, cresciuto del 5,4%, sfiora i 500 miliardi di euro, secondo quanto segnalato dalla Banca d’Italia. Le famiglie italiane, inoltre, confermano la propria bassa propensione al rischio, dimostrandosi tuttora inclini a investire in titoli di Stato, nonostante gli scarsi rendimenti. Secondo la ricerca di Pwc e dell’università di Parma, infatti, gli investimenti diversi dalle azioni rappresentano circa il 20% del totale delle attività finanziare, un peso superiore rispetto a quello di altri paesi (negli Usa è l'8%, in Gran Bretagna l'1%, in Germania il 7%).

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