La fatica è fuori dal nido

Un’indagine condotta da Altroconsumo ha evidenziato uno dei principali problemi cui si trovano di fronte le coppie quando decidono di allargare la famiglia: dove lasciare il bambino piccolo, mentre i genitori sono al lavoro, se i nonni non sono disponibili? Gli asili nido, a quanto sembra, non sempre hanno posti liberi e, quando ve ne sono, le rette d'iscrizione sono salatissime.

L’indagine
La ricerca ha interessato più di 2000 mamme con bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. È stato chiesto loro un parere sul servizio offerto da asili nido pubblici e privati. Dalle risposte si è ottenuta l’impressione di un Paese che non aiuta come dovrebbe le neo-mamme: sul totale del campione intervistato, il 33% delle mamme ha dichiarato di non aver mandato il figlio all’asilo nido, ma che avrebbe voluto farlo. Ancora più preoccupanti, inoltre, sono le percentuali che riguardano le mamme “scoraggiate in partenza” sulla possibilità di trovare un posto al nido: l'8% afferma di avere provato a cercare una sistemazione per il proprio piccolo, ma di non avere trovato posti disponibili; il 19% di non avere neanche tentato di farlo, perché sapeva che sarebbe costato troppo.

Troppo caro

Sul banco degli imputati finiscono, in principal modo, le rette degli asili. Nel 44% dei casi, infatti, le mamme hanno confermato che l’iscrizione all’asilo pesa in maniera considerevole sul bilancio familiare, tanto da mandarlo in sofferenza. Nel caso, poi, delle mamme che hanno dovuto ripiegare su istituti privati per carenza di posti negli asili pubblici, la percentuale di quanti si trovano in difficoltà economiche sale al 53%.

Fisco non abbastanza disponibile
A remare contro le mamme, inoltre, sembra esservi anche il Fisco. Le detrazioni fiscali sulle rette dell’asilo nido, infatti, sono così contenute da poter essere considerate sostanzialmente irrilevanti: al massimo 120,08 euro all'anno (il 19% per un importo massimo di 632 euro all'anno per figlio) a fronte di una spesa media annuale di circa 3.000 euro (nel pubblico). In altri Paesi europei lo Stato non è tanto avaro, in Francia, per esempio, vi è un credito di imposta fino al 50% sulle spese per l'accudimento dei minori di 7 anni (massimo di spesa: 2.300 euro).

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