Incentivi a due ruote

Niente è ancora definito, ma tutto lascia pensare che il settore delle due ruote riuscirà a salire sulla giostra degli incentivi 2010. Secondo le voci che trapelano dai palazzi ministeriali, nel pacchetto di aiuti che dovrebbe essere varato in occasione del Consiglio dei ministri di venerdì sarebbero previste anche sovvenzioni per il mercato delle moto.

Cauto ottimismo

Gli operatori del settore fanno mostra di un moderato ottimismo, ma le realtà è che il provvedimento è tuttora esposto ai cambiamenti dell’ultimo momento da parte dei tecnici dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico. Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), riguardo all’eventualità di un provvedimento in favore del proprio settore, ha dichiarato: “Siamo fiduciosi al 70% di portare a casa gli incentivi: ne beneficerebbe l’aria che respiriamo visto che i veicoli da rottamare, tra Euro 0 ed Euro 1, sono almeno 4 milioni. Senza un intervento dello Stato il mercato crollerebbe del 20-25%, ovvero 100mila vendite in meno rispetto al 2009, e l’occupazione andrebbe incontro a un duro contraccolpo. Il ricorso alla cassa integrazione in questo periodo ne è la testimonianza”.

Benefici simulati
La fiducia dei vertici dell’Ancma si basa su solide basi: gli esperti dell’associazione hanno fatto pervenire delle mani dei tecnici di Tremonti e Scajola una simulazione molto chiara. Secondo i dati elaborati, con un sconto del 10% da applicare al prezzo di listino dei due ruote (con un massimo di 750 euro) si otterrebbero grandi vantaggi per lo Stato, i consumatori e l’industria di settore. L’anno scorso, fino a ottobre, sono stati venduti grazie agli incentivi l’89% degli scooter e il 19% delle moto, con una media del 71% sul totale (per un totale di pezzi venduti pari a 263mila). Rivedendo il bonus, secondo le proiezioni dell’Ancma, nel 2010 si potrebbe arrivare a vendere circa 405mila veicoli a 2 ruote. Con tali dati, ipotizzando un prezzo medio per veicoli di 3500 euro (e un conseguente gettito Iva di 700 euro per moto venduta), si ottiene una somma di denaro pari a 161 milioni di euro in direzione delle casse statali (700 moltiplicato per 230mila, le moto incentivate previste nel 2010), mentre sarebbero 87milioni di euro i contributi provenienti dalle finanze pubbliche (378 euro di contributo medio).

Fosco scenario
Diversamente, secondo l’Ancma, andrebbero le cose nel caso in cui i finanziamenti non venissero stanziati. “Qualora non dovessero essere erogati gli incentivi - dichiara Capelli - alla flessione del mercato intorno al 20-25% seguirebbe un mancato introito di Iva previsto in circa 70 milioni. Stimiamo anche una perdita di fatturato, dovuta al solo calo delle vendite, di circa mezzo miliardo, a cui va aggiunto il conseguente calo dell’indotto (distribuzione, assistenza, accessori e componentistica), che porta a raddoppiare tale dato”.

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