Non si trova lavoro? Allora non cercatelo

Aumenta la disoccupazione? Trovare un posto di lavoro qualificato è dannatamente difficile? La crisi economica rende possibile trovare un lavoro all’altezza delle proprie aspirazioni? In Giappone hanno trovato la soluzione rallentando il ritmo degli studenti.

Una soluzione semplice, semplice
“Come diminuire gli inoccupati?” si sono chiesti nel Paese del Sol Levante. A ripeterla, la risposta pare strana, ma è proprio questa: “Riducendo il numero di chi cerca lavoro”. Prima di ridere pensando che sarebbe come rispondere “Cancellando i treni” alla domanda “Come eliminare i ritardi ferroviari”, è bene considerare nel dettaglio il progetto nipponico. In un periodo di profonda crisi, gli studenti universitari prossimi alla laurea si sentono invitare dai propri atenei a rallentare il ritmo e a “congelare” la laurea. In soldoni, l’offerta recapitata ai laureandi è questa: “Resta in università un altro anno, ripeti l’ultima stagione di corsi, approfondisci le tue conoscenze e pagherai solo la metà della rata d’iscrizione”.

I vantaggi
I vantaggi, evidentemente, sarebbero per le casse universitarie. Tuttavia, alcuni sostengono che ne risentirebbe positivamente anche il mercato del lavoro giapponese. In stretto rapporto con le università, le imprese giapponesi sono solite scegliere le nuove leve tra gli universitari tramite processi di selezione nei mesi immediatamente precedenti la laurea. La crisi economica, però, ha inceppato il meccanismo e sempre più giovani rischiano di vedere passare il proprio treno senza riuscire a saltarvi sopra. Rallentare la corsa, dunque, potrebbe aiutare a risincronizzare il tutto.

Qualche domanda
Provvedimento utile? A vederlo da lontano, senza essere dentro la società e la cultura giapponese, potrebbe sembrare una mossa in grado di “silenziare” il malumore sociale e affievolire il montare di possibili venti di protesta. Se venisse applicato in Italia qualcosa di simile, il dubbio sarebbe uno: per quanto tempo si riuscirebbe a nascondere lo sporco sotto il tappeto senza pagare le conseguenze della propria inazione?

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