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Nectar sbarca in Italia: ogni acquisto vale punti

Pubblicato: 22 mar 2010 da matteo

Un computer qui, un pieno di benzina là, un chilo di pomodori qua, un cellulare lì… e intanto si accumulano punti fedeltà. Anche l’Italia è sbarcata sulla nuova frontiera dei programmi di fidelizzazione della clientela, dal primo giorno di marzo, infatti, i consumatori possono contare su Nectar.

Di cosa si tratta?
La carta fedeltà, una tesserina viola simile a tutte le altre tessere utilizzate per la raccolta punti nelle più disparate grandi catene commerciali, consente di accumulare un punto ogni euro speso in oltre 5mila punti vendita appartenenti a diverse insegne. In un’unica tessera, insomma, i consumatori raccoglieranno tutti i frutti del loro shopping.

Una card di successo
Appena nata in Italia, Nectar ha già alle spalle un passato contrassegnato da discreti successi in altre parti del mondo. Studiato dal gruppo canadese Goupe Aeroplan (leader mondiale nella gestione dei programmi di fedeltà), il programma Nectar ha ormai raggiunto il settimo anno di vita nel Regno Unito. Relativamente ai mercati d’Oltremanica, si stima che circa il 50% delle famiglie britanniche raccolga punti Nectar. Tra prenotazioni di vacanze, cene al ristorante, acquisti di alimentari o elettronica, i dati britannici affermano che nella Terra d’Albione vengono strisciate 19 carte Nectar al secondo. Dal momento della sua introduzione, in Inghilterra e dintorni, sono già stati distribuiti 1300 milioni di sterline in premi ai consumatori.

Situazione in Italia
Attualmente, nel Belpaese, Nectar è una realtà in via d’espansione. Al programma di raccolta punti hanno dato la propria adesione catene commerciali del calibro dei supemercati Punto, Simply, Ipersimply, Sma e Cityper, delle le stazioni di servizio IP e Api, degli ipermercati Auchan, dei negozi di elettronica ed elettrodomestici UniEuro e PC City, delle agenzie di autonoleggio Hertz. La tessera viola della raccolta punti può essere prenotata su internet al sito del programma di fidelizzazione e ritirata in uno dei 5mila programmi aderenti all’iniziativa.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • ghooooooooooooooooooooooooost

    22 mar 2010 - 19:27 - #1
    0 punti
    Up Down

    però non la useranno tutti quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo per i quali, da tempo immemorabile, il colore viola porta male… :|

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