A 40 anni la crisi fa meno paura

L'anno passato è stato molto negativo sotto il profilo dell'occupazione: per la prima volta dal 1995 gli occupati nel nostro Paese sono diminuiti, facendo crescere, di conseguenza, il tasso di disoccupazione ai livelli più elevati da quando è svoltato il millennio. Superato il primo periodo di sconforto, però, tra la gente rimasta senza lavoro c'è chi ha saputo reagire meglio degli altri.

Dati pessimi
Le ultime rilevazioni Istat relative al 2009 hanno registrato un tasso di disoccupazione annuo pari al 7,8%, il più alto dal 2001 a questa parte. In termini assoluti, l'anno scorso gli occupati sono diminuiti di 380mila unità rispetto al 2008. Complessivamente, dunque, in Italia i disoccupati sono 2 milioni e 145mila.

I sommersi...
Analizzando i dati in chiave geografica, si nota una maggiore sofferenza nelle regioni meridionali del Paese, dove hanno perso il lavoro 193mila persone (-3%). Al Nord, invece, sono stati lasciati a casa in 161mila (-1,7%). Il licenziato tipo è uomo (-2% il loro tasso di occupazione, rispetto al -1,1% delle donne), italiano (-527mila in termini assoluti contro i 147mila lavoratori stranieri in più) e precario piuttosto che dipendente (211mila posti persi sui 380mila totali sono di collaboratori a progetto).

... e i salvati
Tra i tanti che si sono trovati in difficoltà nel 2009 c'è chi ha saputo rispondere al momento di crisi in maniera più brillante. Secondo le rilevazioni Istat, i quarantenni sono quelli che sono riusciti a ritrovare un lavoro più rapidamente. Conducendo uno studio su un campione di 397414 persone che percepivano il sussidio di disoccupazione a partire da gennaio 2009, l'Istituto nazionale di Statistica ha scoperto che il 55% dei disoccupati ha trovato un nuovo lavoro come dipendente (nel 27% dei casi entro tre mesi). La migliore risposta alla crisi l'hanno fornita le persone di età compresa tra i 40 e i 49 anni: tra di loro, la percentuale di reimpiego è stata pari al 58%. Maggiore la sofferenza per gli over 50, che hanno trovato un nuovo lavoro nel 46,8% dei casi.

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