Volare low-cost: fa davvero bene all'ambiente? (Meglio risparmiare sull'aria o sul portafoglio?)

risparmio_aerei

E' quasi tempo di vacanza e chissà quanti di voi salperanno verso mete lontane, magari a bordo di un aereo.

Ma quanti lo faranno a bordo dell'Airbus A380, il gigante dei cieli (nella foto)?

E se vi dicessi che questo bestione alato consuma meno di un auto ibrida?

L'A380 ha il consumo più basso di carburante per passeggero mai registrato fin'ora, tre litri a passeggero per ogni 100 km. Ma non solo, é infatti anche più silenzioso; in fase di decollo produce la metà del rumore generato da un Boeing747 e trasporta il 35% di passeggeri in più (555 su tre classi, 853 in economy).

E questo pachiderma supertecnologico si inserisce in pieno titolo tra gli ultimi argomenti dibattuti in un summit tenutosi a Ginevra sul tema "volo e ambiente".

Un tema che, a sentire Leo Hickman (su The Guardian), contrappone opinione pubblica da una parte e aziende aeronautiche dall'altra.

Ma é proprio cosi? Tutti sappiamo quanto ci piace unire risparmio e comodità, ed in tal senso volare low-cost sembra rispondere in pieno a queste nostre esigenze ma allo stesso modo con cui ci lamentiamo del caro-vita siamo pronti poi a scagliarci contro la compagnia di turno responsabile dei molti disagi ecologici e ambientali che tutti i giorni viviamo sulla nostra pelle (direttamente o indirettamente).

E se qualcuno ci dicesse che per essere davvero ecologici allora dovremmo pagare di più il nostro biglietto aereo? Come risponderemmo?

Le grandi industrie (compresa quella dell'aviazione) hanno il difetto avere sempre una buona dose di autorefenzialità. Il settore aviario si sente preso ingiustamente di mira "l'industria aeronautica genera da sola l'8% del PIL mondiale e contribuisce solo per il 4% alle emissioni globali di CO2. Perché ce l'hanno tutti con noi?"

Cosa vogliamo allora?

L'idrogeno liquido sarà ancora fantascienza (per almeno 50 anni), non si può usare la biomassa mentre l'etanolo non ha fatto registrare grandi risultati. Unica alternativa, abbassare i consumi e cherosene "sintetico" ottenuto dal gas naturale, dal biogas e dal carbone. Per Shell il cherosene continuerà ad essere il carburante preferito per i prossimi 30 anni e visto che i nuovi aerei di "Fresca" produzione saranno destinati ad avere una lunga vita (60 anni) molto probabilmente ci terremo il cherosene per ancora un bel pò!

Dati alla mano in Europa la richiesta di voli cresce del 5%, in Cina del 14% e in India del 15%. Ogni giorno sopra lo spazio aereo di Parigi volano 2,5 milioni di persone (1/4 della popolazione residente).In India entro il 2020 saranno operativi 2.000 velivoli mentre in Cina il parco velivoli aumenterà di 100 unità all'anno per i prossimi 5 anni. Vetture che saranno su larga scala destinate al low-cost.

Ah, la grande corsa al low cost!!!

Secondo Hickman questa tendenza ribassista ora spinta dalla concorrenza sarà destinata a finire. Innanzitutto il costo carburante, poi le imposte e ancora le emissioni CO2 con lo scambio delle quote di emissione. La conseguenza sarà poi che il costo dei biglietti rifletterà di più l'impatto ambientale e la domanda dovrebbe diminuire.

Ma come, se aumenta l'offerta mondiale allora i prezzi non dovrebbero continuare a scendere?

E noi, cosa faremo: risparmieremo sull'ambiente o sui biglietti aerei?

La ricetta la trovate sul settimanale Internazionale, che riporta anche l'articolo di Hickman, sei consigli alle compagnie per risparmiare in volo:

  • paracaduti e spoiler al posto degli invertitori di spinta durante l'atterraggio;
  • ridurre dell'1% la resistenza aerodinamica vuol dire ridurre l'1,1% del consumo di carburante;
  • più passeggeri con meno aerei (su questo l'A380 é pioniere) e togliere la business class (popolare fa bene alla tasca);
  • nuovi aerei con leghe più leggere, ridurre il peso é imperativo;
  • celle ad idrogeno (presto su Boeing ed Airbus) per l'energia elettrica di bordo;
  • imperativo: il controllo del traffico aereo. Sul sito di climate care potete infine calcolare le emissioni di CO2 prodotte da ogni tratta aerea.

Forse che adottando questi sei consigli insieme sarà possibile prendere i proverbiali due piccioni con una fava e volare senza sentirsi in colpa?

  • shares
  • +1
  • Mail