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La benzina sale, come contenere il prezzo?

Pubblicato: 08 apr 2010 da matteo

Il prezzo della benzina, in questi giorni, è al centro di discussioni e polemiche. I consumatori vedono il prezzo del carburante salire continuamente e, mentre frugano nei portafoglio, cercano invano di scoprire il colpevole dei continui rincari. Le spese sempre maggiori sono responsabilità delle compagnie petrolifere o delle tasse statali? E, soprattutto, come si potrebbe risolvere il problema del continuo aumento dei prezzi? L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) una soluzione la ha: tagliare le accise e aumentare le stazioni di riferimento.

Rincari continui
Secondo le stime del Codacons, la nuova ondata di aumenti del prezzo del carburante ha costretto gli automobilisti sulla strada del ritorno dalle vacanze pasquali a fare fronte a una vera e propria sovrattassa. L’associazione dei consumatori ha calcolato che, con la benzina oltre 1,42 euro e il gasolio sopra soglia 1,259 al litro, dalle tasche degli automobilisti sono usciti, nei soli giorni del rientro in città, ben 19 milioni di euro in più. Alcune organizzazioni per la tutela dei consumatori, inoltre, segnalano come l’aumento dei prezzi del carburante possa rinfocolare l’inflazione, determinando la crescita dei prezzi delle merci trasportate su gomma.

La soluzione Adoc: rivedere le accise
L’Adoc, denunciata la situazione, ha provato a tracciare alcune possibili via d’uscita. Un primo provvedimento utile potrebbe essere quello di mettere mano al sistema delle accise che gravano sul prezzo del carburante. Sul prezzo pagato alla pompa dai consumatori, fa notare l’Adoc, le accise pesano per la bellezza di 0,30 euro al litro, cioè per il 20% del totale. Una quota assai considerevole, dunque, nella quale rientrano anche accise molto datate e che, al momento, risultano essere davvero anacronistiche, come l’accisa introdotta nel 1935 per la guerra di Abissinia (pari a 1,90 lire), quella del 1956 per la crisi di Suez (14 lire al litro) e quella per il disastro del Vajont del 1963 (ulteriori dieci lire).

La soluzione Adoc: aumentare i distributori
Il secondo pilastro della strategia ipotizzata da Adoc è l’aumento del numero di distributori. Incrementando i punti vendita, e permettendo loro di vendere anche prodotti diversi da quelli petroliferi, così da diversificare il business e godere di ulteriori entrate rispetto a quelle della vendita di carburante, si riuscirebbe a creare uno spazio utile per ridurre il prezzo praticato agli automobilisti.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • SONDAGGIO per un iPad IDEALE

    08 apr 2010 - 11:38 - #1
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    usare meno l’auto così se la piiiiano in quel posto

  • Nicola Lozito

    08 apr 2010 - 11:46 - #2
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    Io penso che le associazioni, per quel che possono (cioe’ poco) potrebbero anche inventarsi qualcosa di nuovo. Il Governo non puo’ abbassare le accise perche’ e’ alla canna e ha bisogno di quei soldi. Poi che vengono da una voce che si chiama Guerra di Abissinia oppure “tassa inventata per la gioia di Napolitano” non cambia.

    Quindi iniziassero a segnalare qualcosa di utile. Lo stato rinuncia a dei miliardi solo se diminuisce il proprio costo (come fece Prodi per l’ICI, che prima di ridurla trovo’ il modo di fare a meno di quei soldi… non le cavolate e gli annunci).

    Io chiedo un’altra cosa a sta gente: inventassero qualche protesta nuova. Io una idea la avrei. Gli ultimi 30 km di Autostrada fino a Roma, quella che fanno sempre i nostri Politici, imponiamoci un limite di 60 o 80 km su tutte le corsie, come i camion. Cosi non possono superarci a 150 come fanno sempre… e magari capiscono cosa significa.

    Cazzata o no, ma inventiamo qualcosa di nuovo per protestare. Cosi facendo non si blocca nessuno, si risparmia qualche litro di benzina e si da’ un segnale. Non ci rimane che quello… dare segnali di vita…

  • Jazzzzzzzz

    08 apr 2010 - 13:43 - #3
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    Togliere le accise inutili ?
    .
    # 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
    # 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
    # 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
    # 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
    # 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
    # 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
    # 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
    # 205 lire per la missione in Libano del 1983;
    # 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
    # 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004
    .
    Il tutto per un totale di 486 lire, cioè 0,25 euro al quale poi si somma un ulteriore 20% di IVA (tassa sulle tasse!)

  • Antorico Fedenini

    10 apr 2010 - 13:20 - #4
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    Non ci si lamenta mai di quei distributori e stazioni di servizio,che in autostrada fissano il coisto dei carburanti, GPL compreso,di gran lunga al disopra dei prezzi consigliati,senza considerare le manomissioni che “si dice” avvengono sugli apparecchi di erogazione.
    Parallelamente però c’è da dire che noi consumatori siamo sempre pronti alle critiche e ai lamenti,ma giammai disposti a rinunciare qualche volta ai consumi.
    X Pasqua o in altre occasioni non intasiamo le autostrade con enorme GODURIA e PIACERE dei gestori.
    Lasciamo che capiscano quanto sarebbe costoso non poter MUNGERE LE MUCCHE a proprio piacimento.

  • crossover

    11 apr 2010 - 09:38 - #5
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    il problema sono le compagnie petrolifere che fanno CARTELLO allineando i prezzi dei carburanti AL RIALZO e l’unico modo per fermare questo ladrocinio è che il governo intervenga in modo DEFINITIVO con una legge severa che impedisca gli accordi tra le compagnie e imponga un limite ai prezzi, questo aiuterebbe anche a mantenere stabile l’inflazione che invece si aggraverà se continuano sulla via dei rialzi.
    Per quabto riguarda le accise, anche queste, se tolte, dovrebbero essere regolate dalla suddetta legge, in modo da permettere che i 30 centesimi recuperati rimangano nelle ns. tasche e non finiscano nelle tasche delle compagnie petrolifere che sarebbere pronte ad alzare i prezzi di 30 cent, secondo la legge del più furbo.
    Ma siamo in Italia, paese di ladri, e quella da me descritta suona come pura utopia.

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