Termoregolazione, contabilizzazione del calore: come trasformare l'impianto di riscaldamento

Il caro energia può essere combattuto con una gestione più attenta e oculata del riscaldamento domestico. In questo senso può rivelarsi fondamentale la ristrutturazione dell'impianto termico: indirizzandosi verso le pratiche della termoregolazione e della contabilizzazione, nel caso in cui si sostituisca la centrale termica, i lavori potranno godere della detrazione Irpef del 55% riservata agli interventi volti a favorire il risparmio energetico (in scadenza al 31 dicembre 2010).

La termoregolazione
Il principio alla base della termoregolazione è quello di consentire di spegnere e accendere a piacimento i diversi caloriferi, stabilendo anche il calore desiderato stanza per stanza. In base alla più recente normativa, in seguito alla sostituzione della caldaia o di ristrutturazione dell'impianto termico, deve essere possibile programmare il riscaldamento di ogni unità immobiliare almeno su due livelli (più caldo di giorno e più freddo la notte).

La contabilizzazione del calore
La contabilizzazione del calore, invece, permette di calcolare i consumi registrati da ogni singolo alloggio, rendendo possibile pagare in funzione dei rispettivi consumi anche qualora si sfrutti un impianto centralizzato. Un impianto in cui sia attivo un sistema di contabilizzazione del calore favorisce il contenimento dei consumi non tanto per una maggiore efficienza degli apparecchi (il funzionamento del riscaldamento, infatti, è uguale a quella di un impianto tradizionale costruito allo stesso modo), quanto perché ognuno è incentivato a non scaldare l'appartamento quando non ne ha bisogno. L'utilizzo più oculato dei riscaldamenti, secondo le stime, porterebbe a quote di risparmio energetico vicine al 20%.

Centralizzato o autonomo?
I vantaggi di un impianto centralizzato, soprattutto se implementato con sistemi di contabilizzazione del calore e di termoregolazione, sono evidenti. Innanzitutto, la condivisione della caldaia tra più alloggi permette di dividere tra tutti i condomini le spese di manutenzione. Per altro, una sola caldaia è contraddistinta da una maggiore efficienza rispetto a molte singole e, infine, una gestione centralizzata è una più sicura garanzia di regolare manutenzione e controlli. Bisogna considerare, in conclusione, che non si paga esattamente quanto si consuma, perché il 25-30% delle spese circa viene ripartita tra tutti in base ai "millesimi di calore".

Gli svantaggi
Nonostante il condominio abbia molto spesso da guadagnare da una gestione centralizzata dei riscaldamenti con contabilizzazione del calore e termoregolazione, non è detto che l'innovazione sia un affare positivo per tutti i condomini. Chi sta molto in casa, per esempio, rischia di vedere aumentare le proprie bollette a causa del mancato riscaldamento degli appartamenti circostanti (circostanza che costringe a rinunciare "al furto di calore).

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