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Pensioni: donne al lavoro fino ai 65 anni?

Pubblicato: 28 giu 2006 da Faust

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“Donne tu-du-du in cerca di guai” cantava Zucchero Sugar Fornaciari, più di una decina di anni fa, parafrasando un celebre motivetto di John Lennon (con lo stesso titolo).

Dopo essersi battute (come forza unica da destra a sinistra) per le pari-opportunità, dopo aver ottenuto molto meno di quanto era stato loro promesso (qualche ministero qua e là senza portafoglio), a poche settimane dalla pubblicazione del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna rischiano ora di vedersi allungare l’età pensionabile, causa emergenza conti pubblici. (Leggi su LaMescolanza)

L’Italia, infatti, come ci spiegano i nostri politici, sarebbe (il condizionale é sempre d’obbligo nella politica italiana) sull’orlo del declassamento per colpa del suo debito pubblico, l’unica soluzione é diminuire la spesa pubblica di due punti percentuali.

Poiché non é possibile aumentare le tasse (per ovvi motivi) e nemmeno diminuire le spese per investimenti e ricerca (rischiando una ulteriore retrocessione nelle hit-parade Europee) bisogna necessariamente toccare la spesa corrente.

Come? Intervenendo sulla spesa che esce ogni anno per le pensioni e che ammonta attualmente al 15% del PIL.

Circa il 25% di questa pantagruelica somma é erogata ogni anno per le pensioni under 65.

L’Italia, infatti, é anche il Paese d’Europa con l’età media di uscita più bassa di tutti quanti. In Austria l’età minima pensionabile é 65 anni per tutti (maschietti e femminucce), in Francia oscilla tra i 60 e i 65 (unisex), in Germania 65 anni, in Svezia é posticipabile fino ai 70.

Dato che una delle ultime operazioni dell’ex-Governo é stata di alzare l’età pensionabile degli uomini a 65 anni per par condicio ora tocca al gentil sesso. Si calcola, infatti, che trattenere un solo anno al lavoro le donne vorrebbe dire risparmiare 500 milioni di euro.

Le nuove regole potrebbero entrare in vigore già dal prossimo anno.

Questa é una delle pillolone previste dalla cura cavallina del Dottor Schioppa per farci restare dentro gli obiettivi Europei (insieme ai tagli ai costi della politica Dottore?).

Governo di sinistra, parità tra i sessi, lavoro, welfare, qualche buontempone con la bandana direbbe che ce la siamo cercata!

Basterà la riforma delle pensioni?

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Il pensionato

    28 giu 2006 - 17:07 - #1
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    e non è stata considerata la disparità di trattamento che c’è tra uomo e donna in base alla vita media… una donna va in pensione a 60 anni e ha una vita media oltre gli 80 anni in Italia e quindi mediamente INPS paga per 20 anni… un uomo va in pensione a 65 e ha una vita media di 75 quindi una media di 10 anni di pensione… direi che il minimo sarebbe portare a 65 le donne…

  • disperata

    16 dic 2008 - 10:27 - #2
    0 punti
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    Non si pensa a quelle donne che ormai avanti negli anni non hanno usufruito di nuove ipotetiche agevolazioni per la maternità e ora si vedono costrette a prolungare la vita lavorativa dopo una vita di sacrifici?Che carriere faranno mai dai 60 ai 65 anni?E tutte quelle che perdono il posto di lavoro oltre i 50 anni?Chi le assumerà se fanno fatica gli uomini? A casa senza lavoro nè pensione…Credo che ancora una volta le donne devono pagare un prezzo (magari i soldi che mancano nelle casse dello Stato per gli amortizzatori sociali estesi alla massa di cassantegrati che si prospetta con la crisi?)Noi cinquantenni siamo disperate e si prspettano anni bui anche per i risultati sul lavoro!!!!