Casa: la costruisco e risparmio

Esiste un modo per far la guerra ai prezzi del mattone: si chiama autocostruzione. Una realtà già consolidata negli altri paesi (Germania, Svezia, Danimarca e Olanda), quella della casa-fai-da-te, ma in rapida diffusione anche nel nostro Paese.

Come funziona?
Si tratta di un gruppo collettivo di costruzione che coinvolge nel progetto i diretti destinatari del futuro immobile. Al termine dei lavori chi ha partecipato alla realizzazione dell'abitazione può infatti scegliere di abitare la casa, prima come affittuario, poi pagando un canone sostenibile (in base al reddito e alle condizioni dell'abitazione) e passati dieci anni riscattare la costruzione diventandone il proprietario.
Chiunque partecipi al progetto non necessita di specifiche conoscenze in quanto assistito e diretto da professionisti e da organismi di consulenza, cui è affidata la soluzione di tutti i problemi legali e burocratici. Ciascun socio (o futuro proprietario) si impegna inoltre a mettere a disposizione un certo numero di ore lavorative fino alla chiusura dei cantieri (in media 1.000 ore in due anni). Chiaramente può capitare che qualcuno faccia "il furbo" ma la garanzia è che nessuno, fino alla fine, sa quale sarà la sua abitazione perché verrà estratta a sorte solo a lavori ultimati, quindi nessuno può lavorare con più attenzione al proprio focolare trascurando quello dei vicini.

Le fasi del progetto
In sintesi, queste sono le fasi di realizzazione del progetto:


  • individuare un'area su cui edificare gli alloggi in autocostruzione,


  • portare l'iniziativa a conoscenza dell'opinione pubblica locale, attraverso la partecipazione ad una bando pubblicato da un comune,


  • individuare e selezionare i beneficiari, stranieri, ed italiani, che saranno coinvolti nell'iniziativa, nuclei familiari con redditi lordi annui compresi tra i 18 e i 30muila euro,

  • creare la cooperativa edilizia che assocerà tra loro i beneficiari (le associazioni devono essere formate da quote paritarie di italiani e stranieri),


  • rendere in grado i beneficiari di acquisire le competenze e le tecniche necessarie al lavoro in modalità di autocostruzione (non servono, comunque, particolari competenze o abilità perché vengono utilizzati materiali innovativi e facili da trattare),


  • adempiere alle pratiche amministrative necessarie per la realizzazione del progetto edilizio,


  • individuare l'istituto di credito che concederà il mutuo,


  • promuovere la convivenza inter-etnica tra i beneficiari dell'iniziativa e la comunità locale all'interno della quale sarà realizzato l'intervento.

Quali sono i vantaggi?
La scelta dell'autocostruzione può portare considerevoli risparmi, nell'ordine del 60%. Una casa dal valore di 230mila euro, ad esempio, può totalizzare un costo di costruzione di soli 90mila euro con il fai-da-te.

Il vantaggio rispetto all'acquisto delle case tradizionali è che, nel caso di un' abitazione "autocostruita", l'acquisto dell'immobile può avvenire tramite pagamenti di un "mutuo agevolato" a canone sostenibile (calcolato in base al reddito), più accessibile alle proprie finanze e successivamente si può avere la facoltà di decidere se acquistare l'abitazione versando l'intera somma. In questa maniera si dà la possibilità a nuclei familiari, italiani e stranieri, di permettersi un'abitazione che non potrebbero acquistare sul mercato immobiliare a prezzi accettabili.

Contatti
L'idea è di Alisei, un'organizzazione che promuove politiche territoriali per lo sviluppo di partecipazione, interculturalità e convivenza pacifica. Chi volesse maggiori informazioni può consultare il sito dell'organizzazione Alisei.

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