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Il Fisco locale ha la pressione alta

Pubblicato: 07 mag 2010 da matteo

Krls Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, ha condotto uno studio sull’andamento della tassazione in Italia. Quello che ne è emerso è un quadro che non farà certo molto piacere ai contribuenti italiani, che vedono aumentate sia le tasse locali sia quelle locali.

Studio in via di pubblicazione
La ricerca, che sarà pubblicata nel mese di maggio sul mensile Contribuenti.it, attesta come nel 2010 le tasse locali siano aumentate del 6,8%, passando da un importo complessivo di 106,2 miliardi di euro a uno di 118,9 miliardi di euro. Anche le tasse statali hanno evidenziato una dinamica di crescita, ma più contenuta, arrestando il proprio aumento al +1,6%.

Il calcolo della pressione fiscale
Lo studio ha preso in considerazione tutte le imposte versate dai contribuenti (persone fisiche o giuridiche) a Comuni, Province e Regioni. Nel dettaglio, per quanto concerne i Comuni, sono state computate l’Ici, l’addizionale comunale Irpef, l’Iciap (imposta sul patrimonio netto delle imprese sosituita dall’Irap), l’imposta sulla pubblicità e la tassa cimiteriale. In riferimento alle Province, sono entrate nel calcolo l’imposta sull’assicurazione Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel, l’imposta di trascrizione e la tariffa rifiuti urbani. Per le Regioni, infine, sono stati rilevati i valori di Irap, della compartecipazione all’Iva, dell’addizionale regionale sull’Irpef e della compartecipazione sulle accise della benzina. Infine, sono state considerate anche le entrate extratributarie, come le multe automobilistiche e la tariffa oraria per la sosta delle auto.

I mille campanili d’Italia
La struttura economica e sociale dell’Italia è tale per cui, spesso, ai vertici opposti delle classifiche d’ambito si trovano località del Nord (all’estremità positiva) e località del Sud (all’estremità negativa). In questo caso, però, si posizionano agli antipodi due città del meridione: Napoli e Campobasso. Il capoluogo molisano è risultato essere la provincia italiana con la minore pressione fiscale locale (702,20 euro procapite all’anno). La città partenopea, invece, con 2572,89 euro per abitante all’anno, è invece la provincia dove la pressione fiscale locale è più elevata. A determinare una pressione fiscale del 50% più elevata rispetto alla media nazionale (1710,15 euro procapite) è stato, principalmente, il peso della tasse rifiuti (che da sola comporta una spesa di oltre 500 euro procapite).

Secondo e terzo posto
Il Nord del Paese va a completare il podio della speciale classica. La seconda e terza provincia per entità della pressione fiscale locale, infatti, sono, rispettivamente, Milano (2458 euro procapite) e Aosta (2296,80 euro procapite). Fuori dal podio rimane Bologna, i cui cittadini devono sopportare una pressione fiscale locale pari a 2289,44 euro annui.

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