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Buoni lavoro e cassa integrazione sono cumulabili

Pubblicato: 11 mag 2010 da matteo

Il mercato del lavoro rimane ancora in una fase di acuta crisi, toccando livelli record per quanto riguarda la cassa integrazione; per i lavoratori italiani, il via libera concesso dal governo (e ribadito dall’Inps) alla cumulabilità dei contributi di cassa integrazione e dei buoni lavoro assume così l’aspetto di una – seppur non risolutiva – ventata d’aria fresca.

Cassa integrazione boom
Secondo un’analisi dell’Osservatorio Cgil sui dati raccolti dall’Inps sulla cassa integrazione, a marzo la cassa integrazione straordinaria ha toccato il livello più alto mai raggiunto. Il mese scorso, infatti, in Italia sono state richieste un totale di 122.599.702 ore di cassa integrazione, evidenziando una crescita del 106,83% rispetto allo stesso mese del 2009. Tra febbraio e marzo, la cassa integrazione straordinaria è cresciuta del 27,79%, un incremento considerevole, ma che appare quasi irrilevante se confrontato con la vera e propria esplosione che l’Inps ha rilevato rispetto al marzo 2009: +357,94% (vale a dire un volume di 182.454.021 ore di cassa integrazione straordinaria).

Cassa integrazione e buoni lavoro
L’Inps è intervenuta in questo scenario fornendo gli indirizzi operativi sulla cumulabilità dei buoni lavoro con la cassa integrazione. Grazie alle norme introdotte dal governo in materia di lavoro per far fronte alla crisi, per il 2010, i lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, in disoccupazione ordinaria o in trattamento speciale di disoccupazione edile possono cumulare il compenso per il lavoro accessorio con il trattamento integrativo corrisposto. In poche parole, i cassa integrati possono svolgere lavori occasionali e venire pagati con i buoni lavoro, a patto che il compenso annuale non superi i 3000 euro.

Cosa sono i buoni lavoro
I buoni lavoro sono dei voucher (che da questo mese potranno essere acquistati anche in alcune tabaccherie) tramite cui il datore di lavoro può remunerare i prestatori d’opera occasionale senza fornire alcuna altra comunicazione. I tagliandi hanno un valore minimo di 10 euro lordi (7,5 euro è il netto percepito dal lavoratore, mentre i 2,5 euro restanti sono i contributi previdenziali e le coperture ai fini INAIL).

Il lavoro occasionale
Il lavoro è considerato come occasionale quando rimane all’interno di determinati parametri. Nello specifico, i lavoratori possono svolgere attività di lavoro occasionale:

  • in generale fino a un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell’anno solare;
  • nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.
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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • bio.cratico

    11 mag 2010 - 10:44 - #1
    0 punti
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    visto che in italia complicare le cose semplici e’ un arte
    mi è sorto un dubbio leggendo questo articolo. Se il lavoro occasionale , ad esempio traduzioni, piccoli lavoretti di programmazione e simili, vengono commissionati, tramite internet, anche da committenti esteri, o da persone che non hanno facile accesso ai buoni lavoro come si dovrebbe procedere ? . . questi max 3000 euro devono essere dichiarati ?

  • pingo23

    11 mag 2010 - 14:54 - #2
    0 punti
    Up Down

    Dopo che l’immigrazione ha creato manodopera senza diritti a basso prezzo x i ns. imprenditori/ladroni ora arriva anche questa stro-n–za–ta per alzare definitivamente la povertà in Italia… grazie……

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