L’annunciata rivoluzione del mondo delle RC Auto italiano, promessa con il decreto n.7 firmato quasi tre anni fa dall’allora ministro Bersani, si sta risolvendo in un semplice buffetto al sistema consolidato dal tempo. La responsabilità, tuttavia, lo scopre un’indagine condotta da Assicurazione.it (principale broker online delle assicurazioni), non è tanto addossabile alla normativa, quanto alla “pigrizia” degli automobilisti italiani.
La ricerca
Gli italiani conoscono le possibilità offerte dalla riforma Bersani? I neopatentati sono a conoscenza di poter stipulare una polizza RC Auto acquisendo la classe di merito di un membro del loro nucleo familiare? Domande come queste sono state rivolte a circa 500 guidatori alle prese con il rinnovo dell’assicurazione. Dopo aver raccolto le risposte, sono quindi stati analizzati i dati relativi all’andamento degli ultimi sei mesi del mercato assicurativo, per verificare quanti automobilisti abbiano sfruttato le novità introdotte dal decreto legge.
I risultati: ben informati…
Nel complesso, gli italiani si sono dimostrati informati sulle possibilità offerte dal decreto Bersani. Il 73% degli intervistati, infatti, sa di poter ottenere la classe di merito di un familiare convivente (se si considerano le sole donne, tale percentuale sale al 75%). Più di un italiano su due (il 59,7%) conosce anche aspetti di minor rilevanza della riforma, come l’abolizione del vincolo al rinnovo della polizza quando questa arriva a scadenza (dall’entrata in vigore del decreto, ciascun assicurato è libero di cambiare compagnia senza costi aggiuntivi quando cessa la copertura in atto).
… ma pigri
Nonostante conoscano la nuova normativa, però, gli automobilisti sfruttano poco le opportunità che questa offre. Solo nel 7,5% dei casi, infatti, i guidatori hanno approfittato dei vantaggi garantiti dal decreto. A farlo sono stati soprattutto gli automobilisti delle regioni meridionali, mentre al Nord si è riscontrata una maggior tendenza a ignorare le novità introdotte. Nella classifica delle regioni più disposte a sfruttare la riforma, al primo posto si trova la Basilicata (dove il 9,25% ha sfruttato le opzione del decreto), seguita dalla Campania (8,53%) e della Puglia (8,21%). In Friuli Venezia Giulia, dove il solo 5,52% si è avvalso delle possibilità offerte dalla riforma, gli automobilisti sono forse poco interessati al risparmio. Allontanandosi dalla discriminante geografica, si può rilevare che le donne hanno sfruttato questo risparmio più di quanto non abbiano fatto gli uomini (8,73% contro il 7%), mentre chi non è sposato se ne è servito nell’11.38% dei casi.
Gianfranco Marrosu
10 set 2011 - 18:07 - #1Dei provvedimenti riguardanti il settore assicurativo, la cosiddetta “Riforma” Bersani è, dal mio punto di vista, oltre che cervellotica e ingiusta, la peggiore partorita da 40 anni a questa parte.
Ne spiego i motivi:
1°) la classe di merito è stata declassata in Classe di Demerito. Premia i non aventi nè diritto, nè merito. Basta essere presenti nello stato di famiglia di chi si è sudata la classe di merito 1, e anche chi non ha esperienza di guida o, peggio, ha precedenti negativi come automobilista ne beneficia. Perciò il Bersani, anzichè pavoneggiarsi con le sue “lenzuolate”, dovrebbe salire sui tetti, pagar di tasca all’Erario i mancati introiti, tacere ed eclissarsi per almeno un decennio;
2°) punisce le società in tre modi:
a. abbattendo le classi di merito, le costringe ad incassare premi molto inferiori;
b. le costringe a istruire sinistri che non dovrebbero istruire e a liquidare danni
che non dovrebbero liquidare;
c. a fronte degli importi liquidati, incassano somme forfettarie, spesso, inferiori di
quelle liquidate;
d. in definitiva, la legge è un attacco selvaggio ai bilanci delle società.
3°) Procura Danno all’Erario. Infatti, riducendo la base imponibile dei premi, l’imposta
subisce un fortissimo decremento;
4°) l’Indennizzo Diretto del 1978 - noto come C.I.D. - era senz’latro, migliore -
a. il modulo di constatazione amichevole doveva essere firmato dai due
conducenti;
b. c’era un importo massimo risarcibile;
c. il danneggiato aveva la facoltà di chiedere il risarcimento all’Impresa Debitrice;
5°) per valutare il provvedimento, non ci volevano 3 anni. Bastavano dieci secondi.