Lavoro, ricerca all'italiana

In tempo di crisi, come trovano lavoro gli italiani? La vecchia e cara raccomandazione è passata di moda o è sempre in auge, nonostante la congiuntura economica non sia delle più felici? Le nuove tecnologie, infine, hanno movimentato e trasformato anche il mercato del lavoro come sembrano avere fatto con il resto dell'esperienza quotidiana? A queste domande dà risposta - o prova a farlo - una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Stop per le agenzie interinali
Gli effetti della recessione si sono fatti sentire anche sulle agenzie interinali. Questo settore, che dalla sua nascita nel nostro Paese (erano gli inizi degli anni Novanta) non ha mai smesso di crescere, nell'ultimo anno ha segnato il passo: circa 125 agenzie di lavoro (di cui la metà interinali) hanno cessato l'attività. In termini percentuali, dunque, il settore ha registrato una flessione del 2,7%.

Curriculum, segnalazioni & co.
Fatto salvo il passo indietro delle agenzie di lavoro, sembra proprio che le aziende italiane portino avanti la ricerca di personale seguendo metodi classici. La conoscenza diretta (38,7%) è il principale canale utilizzato per le assunzioni. Il buon vecchio curriculum conservato nei database aziendali si difende bene, con un 24,7% di tutto rispetto. Già detto delle agenzie interinali (che vengono utilizzate nel 4,4% dei casi), bisogna notare che anche le "raccomandazioni" non passano mai di moda: nel 15,1% dei casi le aziende assumono in base a segnalazioni di conoscenti e fornitori.

Inserzioni poco fruttose
Chi è alla ricerca di un lavoro, farà bene a non riporre troppe speranze nelle inserzioni sui mezzi di comunicazione, poco efficaci in tutti casi. Nel caso non si sappia proprio a che santo votarsi, meglio fare affidamento su quotidiani e carta stampata (le aziende utilizzano questo canale nel 5% dei casi) piuttosto che su internet. Solo nell'1,4% dei casi il nuovo lavoro viene dopo un click.

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