Condivido, dunque risparmio....

Si iniziò, con fare da carbonari, a scambiarsi file digitali: era l'epoca eroica del file sharing. Anno dopo anno, la pratica della condivisione è cresciuta, colonizzando anche terre che inizialmente potevano sembrare inavvicinabili: i trasporti, il turismo e, adesso, anche la tavola. Una rivoluzione culturale che cambierà per sempre il concetto di "proprietà"? Difficile dire questo, ma si può certamente parlare di una strada indirizzata verso il risparmio.

La novità: il bottle sharing

Ecco l'ultima proposta nel campo della condivisione dei beni: il bottle sharing. L'idea, nata nel ristorante La Pineta di Marina di Bibbona (Li), consiste nel permettere ai clienti di un locale seduti a diversi tavoli di ordinare insieme una determinata bottiglia di vino (magari di particolare pregio), dividendosela nei bicchieri e nel conto. In questa maniera, dunque, si eviteranno gli sprechi (non sempre si ha voglia di bere un'intera bottiglia) e le spese troppo elevate.

Pratiche ormai consolidate: bike sharing e car sharing

Se la condivisione da tavola è solo agli inizi, in altri campi, anche in Italia, la pratica è ormai consolidata. Nelle città italiana, per esempio, sono ormai attivi 130 sistemi di bike sharing, con cui, pagando una quota di abbonamento annuale, si ha diritto a usufruire di biciclette di proprietà pubblica da prelevare e consegnare in apposite postazioni sparse sull'intero territorio cittadino. Nel settore della mobilità incontra sempre maggior successo anche il car sharing: attualmente, in Italia, il servizio conta 15000 utenti, 573 auto e 383 parcheggi.

Turismo a basso costo: couch surfing e bed sharing

Oltre a bici e macchine, c'è chi condivide e mette a disposizione anche letti e divani, creando le possibilità per girare il mondo a costi contenuti. Utilizzando le potenzialità di internet, attorno ai siti www.couchsurfing.org e www.bedsharing.org si sono costituite comunità di persone che mettono a disposizione degli altri membri della comunità una camera da letto o un divano della propria abitazione senza chiedere in cambio null'altro che la teorica possibilità di ricambiare la visita. Parlando di numeri, il fenomeno del bed sharing appare in forte crescita: al momento in Italia hanno aderito 262 famiglie, per un totale di 440 posti letto.

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