In Lombardia arriva Nasko: il fondo combatti-aborti

Nell'ambito del sostegno alle famiglie in difficoltà, la Regione Lombardia emana una delibera con cui si prevede l'emissione di un assegno mensile alle donne che rinunciano a un'interruzione di gravidanza che sarebbe stata determinata da problemi economici.

Cos'è Nasko?
Lo stanziamento messo a disposizione dalla Regione per il Fondo «Nasko» equivale complessivamente a 5 milioni di euro. Le donne che fruiranno del finanziamento, potranno arrivare a ricevere 4500 euro in 18 mesi (suddivisi dunque in assegni mensili da 250 euro).

Per aborti motivati da difficoltà economiche
La delibera della Regione chiarisce la procedura con cui verranno assegnati i fondi. Quando una donna presenterà la richiesta di interruzione di gravidanza, nel caso in cui questa sia motivata essenzialmente da ragioni economiche, gli operatori del consultorio (o gli ospedalieri che eseguiranno gli esami pre ricovero) faciliteranno il contatto tra la donna e il Cav (Centro di aiuto alla vita), così da permetterle di conoscere le possibilità di aiuto.

Il Cav al centro del meccanismo
A questo punto, il Centro di aiuto alla vita valuterà quali aiuti offrire alla donna anche in collaborazione con gli enti locali e altri organismi. Una volta ottenuto l'assenso della donna, Cav e Consultorio familiare stileranno un progetto personalizzato (sottoscritto anche dalla donna) in cui saranno descritti interventi predisposti prima e dopo la nascita del bambino. Indispensabile per l'erogazione dei fondi sarà l'effettiva partecipazione della madre al progetto.

Reazioni dalla politica
Nel campo della politica le reazioni sono opposte. La Regione fa mostra di soddisfazione, spiegando - con le parole dell'assessore alla Famiglia - Guido Boscagli come: «Lo sforzo della Giunta è tanto più significativo in quanto cade in un momento in cui la forte instabilità economica e sociale si può ripercuotere, più che in altri periodi, sulla scelta di molte donne di procrastinare o interrompere una gravidanza». Dal canto suo, l'opposizione mostra alcune perplessità sul ruolo assegnato ai Cav: «S`intravede un`esclusiva data ai Cav che, se fosse effettiva, ci appare inaccettabile dato che per legge sono i consultori i luoghi preposti ad accompagnare le donne nella libera scelta e non delle semplici associazioni come i Centri di aiuto alla vita», osserva la consigliera del Pd Sara Valmaggi. «I consultori - insiste Valmaggi - hanno infatti l'obbligo di applicare la 194 in tutte le sue parti e hanno al loro interno le professionalità adeguate a svolgere questo compito».

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