La salute non viene sempre per prima

Se si dovesse scommettere sull'argomento, in molti sarebbero pronti a puntare sull'opzione: "La spesa sanitaria deve rientrare nei ranghi". Secondo quanto risulta dal settimo Rapporto Ceis Sanità, però, la realtà potrebbe essere considerevolmente diversa, giacché la spesa sanitaria pro-capite italiana si dimostra inferiore a quella media dell'Europa a 15 e addirittura la metà di quella riscontrata in Paesi come Canada, Giappone e Usa. Tale andamento, tuttavia, nasconderebbe qualche preoccupazione, quale quella che in Italia più di qualcuno sia costretto a rinunciare a cure mediche per motivazioni economiche.

Uno sguardo complessivo
I numeri raccolti dal Centro studi economici e internazionali della facoltà di Economia dell'Università Tor Vergata parlano chiaro: la spesa sanitaria pro-capite italiana è del 17,6% inferiore a quella dei Paesi appartenenti all'Europa a 15 e la metà di quella di alcuni grandi Stati extra-europei quali Canada, Giappone e Usa. Stando a questi risultati, dunque, la spesa sanitaria complessiva non sarebbe solo sotto controllo, ma potrebbe essere addirittura troppo bassa.

Alcune famiglie non ce la fanno
Analizzando nel dettaglio il comportamento delle famiglie rispettivamente al settore sanitario, la ricerca Ceis ha scoperto qualcosa di molto interessante. Nel nostro Paese, 338mila nuclei familiari (vale a dire oltre 1 milione di persone) nel corso dell'ultimo anno sono stati interessati da fenomeni di impoverimento a causa di spese sanitarie o sociali. Come se non bastasse, inoltre, altre 992mila famiglie (ossia oltre 3 milioni di persone) durante il 2009 hanno dovuto sostenere spese sanitarie troppo elevate rispetto al proprio reddito. Ancora più preoccupante, infine, è che - secondo quanto sostenuto dal Rapporto Ceis Sanità - in 2 milioni e 600mila famiglie almeno un componente abbia dovuto rinunciare a effettuare delle spese sanitarie, perché troppo costose.

Come uscire dalle difficoltà
Sottoponendo i numeri ricavati ad attenta valutazione, i ricercatori hanno sottolineato la necessità di un intervento regionale a copertura della spesa sanitaria, di entità stimabile in circa 6 miliardi di euro per il 2010 e 7 miliardi di euro nel 2011. Come reperire questi fondi? Semplice, attraverso "nuove tasse, nuovi ticket o tagli alle prestazioni". Nella mente di molti si agiterà l'immagine di un serpente che si morde la coda.

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