Studi di settore: più aderenti alla realtà

Gli studi di settore, che tanto terrorizzano i lavoratori autonomi italiani, non sono una realtà immutabile. Presa in considerazione la crisi economica, con la circolare 34/E del 18 giugno, l'Agenzia delle Entrate ha modificato lo strumento di indagine fiscale adeguandolo alle caratteristiche delle singole aree del Paese, rendendolo sempre più capace di analizzare la reale condizione di un singolo contribuente.

Federalismo sugli studi di settore
Grazie alle modifiche apportate, così, gli studi di settore hanno riscoperto un'anima regionale. Sulla scorta di un'approfondita analisi del territorio e delle sue specificità, sono stati ricavati tre indicatori che si propongono di avvicinare gli studi di settore alla realtà economica in cui effettivamente operano le imprese: il livello di retribuzioni, il livello del reddito disponibile per abitante, il livello delle quotazioni immobiliari.

Tre indicatori per adeguare
Su scala provinciale viene calcolato il primo indicatore, il "livello di retribuzioni", con sui si calcola quanto incide il costo delle retribuzioni sulla determinazione dei ricavi, in base alle specifiche realtà territoriali. Con il secondo indicatore, "livello di reddito disponibile perQa abitante", si prende in considerazione la capacità dei contribuenti, in funzione dei diversi livelli di benessere e del tasso di sviluppo economico del luogo d'attività, di produrre ricavi/compensi. Il terzo e ultimo indicatore, "livello delle quotazioni immobiliari", nasce infine per gli studi delle costruzioni e quelli di valorizzazione immobiliare, suddividendo il territorio nazionale secondo i valori di mercato degli immobili per comune, provincia, regione e aree territoriali.

Quattro modi per correggere
In generale, gli studi di settore sono stati modificati attuando una serie di interventi di quattro tipi. In primis, i correttivi hanno risposto alla necessità di analisi della normalità economica per coloro che presentano una riduzione dei ricavi/compensi. In seconda battuta, le modifiche hanno cercato di adeguare la realtà degli studi di settore al momento di crisi economica. In terzo luogo, le correzioni si sono declinate anche a seconda della congiuntura del settore di attività presa in considerazione. La quarta linea d'azione, infine, è rappresentata dai "correttivi congiunturali individuali", che riguardano i soggetti non congrui che presentano una riduzione dei ricavi/compensi dichiarati.

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