Luglio: rincari al casello

Le vacanze non partono all’insegna del risparmio per gli italiani che partono per le vacanze. Domani, per effetto della manovra finanziaria in via di definizione, una raffica di aumenti tariffari interesserà 26 tratte autostradali in tutto il Paese. Gli aumenti, quantificabili nell’importo di 1-2 euro, saranno applicati ai caselli autostradali che immettono sui tratti Anas (come il grande raccordo anulare che circonda la capitale).

Aumento in due fasi
Il sovrapprezzo praticato da domani sarà solo il primo passo compiuto da un provvedimento che – al massimo nel 2012 – prevede l’istituzione di un vero e proprio pedaggio per le tratte autostradali interessate. Si inizierà dunque nel primo giorno di luglio praticando un sovrapprezzo a chi giunge al casello autostradale connesso alle tratte gestite da Anas. Il rincaro sarà di 1 euro per i veicoli leggeri (classi di pedaggio A e B) e di 2 euro per quelli pesanti.

Al massimo nel 2012, poi, il sovrapprezzo si trasformerà in un pedaggio vero e proprio. In questo momento si sta ancora ragionando sulla forma di pagamento più opportuna: probabilmente, la scelta cadrà su un sistema di pagamento elettronico che non preveda la necessità di fermate.

Le tratte interessate
Le nuove disposizioni avranno effetto su 26 tratte autostradali gestiti dall’Anas. Tra le tratte che diventeranno più care figurano il raccordo romano, i primi 100 km della Salerno-Reggio Calabria, i raccordi autostradali Salerno-Avellino, Siena Firenze, Chieti-Pescara, Torino-aeroporto di Caselle. Nello specifico, i caselli interessati sono: A1 Roma Nord, A1 Fiano Romano, A1 Roma Sud, A1 Firenze-Certosa, A1 Valdichiana, A3 Nocera, A3 Cava de’ Tirreni, A4 Lisert, A12 Roma Ovest, A12 Maccarese Fregene, A13 Ferrara Sud, A14 San Benedetto del Tronto, A14 Pescara Ovest Chieti, A16 Avellino Est, A16 Benevento, A18 San Gregorio, A20 Buonfornello, A24 Roma Est, A24 Lunghezza, A24 Settecamini, A24 Ponte di Nona, A25 Chieti-Pescara, A30 Mercato S. Severino, A55 Falchera, A55 Bruere, A55 Settimo.

Perché gli aumenti?
Che fine faranno i fondi raccolti dai nuovi pedaggi? La ratio che si nasconde dietro gli aumenti è quella di ridurre i trasferimenti dallo Stato all’Anas. Secondo le stime, infatti, grazie ai rincari, nel 2010 Anas otterrà maggiori entrate per 83 milioni, mentre nel 2011 i fondi in più saranno addirittura 200 milioni.

  • shares
  • +1
  • Mail