Console truccata? È reato

Modificare le console è reato, perché così facendo si viola l’articolo 102-quater della legge sul diritto d’autore. Così ha deciso la Corte di Cassazione, confermando una precedente sentenza del 2007.

La storia giuridica
La decisione della Corte di Cassazione arriva dopo tre anni di dibattiti giuridici in cui le toghe si hanno ragionato intorno alla liceità o all’illiceità dei così detti “modchip”, ossia quei chip che – se installati in una console – consento di aggirare i blocchi studiati dal produttore per impedire l’utilizzo di software piratati. Prima di arrivare dinnanzi alla Suprema Corte, la causa era transitata per le stanze del Tribunale di Firenze, dove era stato annullato annullato il decreto di convalida di sequestro emesso dal PM a carico di due rivenditori di console da gioco. I giudici toscani, infatti, avevano valutato che le attività commerciali poste in essere da queste società, e correlate alla modifica delle console, non rientrassero nei reati contemplati dall'articolo 171-ter della legge sul diritto d'autore. La decisione della Cassazione, arrivata a maggio ma le cui motivazioni sono state pubblicate solo nei giorni scorsi, sconfessa invece il Tribunale del capoluogo toscano, ricalcando il solco di una precedente sentenza (2007) della suprema Corte.

Le ragioni dei giudici
Già con la pronuncia del 25 maggio 2007, infatti, la Cassazione aveva stabilito l’illiceità dei dispositivi finalizzati alla rimozione o all’elusione delle misure tecnologiche di protezione dei videogiochi. In particolare, la Suprema Corte ha sottolineato come le misure di protezione utilizzate nel settore dei videogames possano essere tutelate contro la rimozione e l'elusione anche se le stesse sono apposte non solo sulle opere da proteggere (i videogiochi), ma anche sugli apparati destinati alla loro fruizione (console). Il PM ha paragonato questo modello al concetto di "chiave-serratura", dove ciascuno dei due elementi è essenziale per il corretto funzionamento del sistema di protezione. Secondo la logica della corte, dunque, distruggere un livello dell’impalcatura di sicurezza corrisponde al desiderio di voler minare il sistema nel suo complesso.

Contrariamente a quanto stabilito dai giudici fiorentini, inoltre, la Cassazione sancito il principio secondo cui alle modifiche in questione deve essere necessariamente riconosciuta la prevalente finalità di eludere le misure di protezione legittimamente apposte dai produttori: di conseguenza, modchip e modifiche in genere vanno considerate una violazione dell'articolo 102-quater della legge sul diritto d'autore.

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