Smartphone, un successo che fa tremare la rete

La connettività mobile a internet è un mercato che fa strofinare le mani agli operatori e su cui i consumatori si muovono sempre più volentieri, ma che lascia qualche preoccupazione a chi deve governarne lo sviluppo tecnologico e la poderosa crescita. Di fronte alla diffusione di smartphone e chiavette internet in Italia, Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le comunicazioni, lancia l’allarme sul possibile collasso della rete per il troppo utilizzo.

I numeri di un successo
Come tradizione, gli italiani si rivelano più propensi degli altri europei a spendere nel settore delle telecomunicazioni. Come già avvenuto nel caso dei cellulari, anche gli smartphone e gli altri strumenti per la connettività a internet mobile hanno incontrato nel Belpaese un successo che non conosce paragoni. Attualmente in Italia, infatti, si contano 15 milioni di utenti di telefoni e chiavette con cui navigare su internet anche fuori di casa. Se si guarda oltre confine, almeno in Europa, in nessun altro Paese si registrano numeri simili: in Inghilterra ci si ferma a 11 milioni di utenti, in Spagna a 9,9, in Germania a 8,4, mentre in Francia non si supera i 7,1 milioni.

Il rischio blackout
Il grande numero di utenti, ovviamente, si traduce in un sempre crescente traffico di dati sulle infrastrutture disponibili. È proprio questo aspetto a tenere con il fiato sospeso chi si occupa della gestione generale delle telecomunicazioni in Italia. Nella Relazione al Parlamento, il presidente dell’Autorità per le comunicazioni ha tracciato un quadro a luci e ombre del settore internet mobile. Se la diffusione degli strumenti con cui navigare può essere considerato come un segnale di salute della connettività mobile, non si può chiudere gli occhi innanzi al rischio di collasso della rete per raggiunto limite di traffico. Secondo Calabrò, in assenza di significativi interventi di potenziamento, di fronte alla sempre maggior diffusione di smartphone e chiavette “la rete rischia il colasso”.

Gli operatori si dividono sul rischio
L’allarme lanciato dall’Autorità per le comunicazioni viene accolto in modi diversi dai differenti operatori del settore. Per Vodafone Italia si tratta di un problema effettivo, mentre per Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, “in Italia questo rischio non c’è, sono stati già avviati investimenti per la connessione in fibra delle stazioni radio base, per aumentarne potenza e capacità”.

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