Il rischio sfratto è reale

Mantenere una casa rappresenta un costo. Lo sanno bene gli italiani, che nel corso del 2009 hanno incontrato numerosissime difficoltà a sostenere le spese necessarie per mandare avanti l'appartamento. Un'indagine condotta dal Sunia (il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) ha rivelato infatti che l'anno scorso è aumentato il numero degli sfratti rispetto a quanto accaduto nel 2008.

La fatica delle famiglie
Il risultato dell'indagine è sconfortante. In base ai numeri raccolti dal Sunia, nel 2009 il numero di sfratti è cresciuto del 17,5% in rapporto all'anno precedente, toccando i valori più alti degli ultimi 13 anni. A preoccupare è soprattutto la motivazione delle difficoltà: in 51.576 casi su un totale di 61.484 (ossia l'84% dei casi totali), infatti, gli sfratti sono stati emessi per morosità. Un numero non trascurabile di famiglie italiane, insomma, nell'anno 2009 ha perso l'abitazione perché impossibilitato a sostenere le spese di gestione.

Un trend preoccupante
L'andamento registrato nel 2009 è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno ben più radicato nella condizione sociale italiana. Tanto è vero che nel corso degli ultimi cinque anni gli sfratti eseguiti per morosità sono stati 100mila, mentre 150mila famiglie hanno vivono tuttora sotto la minaccia di un provvedimento che si concluderà con l'esecuzione. Secondo i calcoli eseguiti dal Sunia, nel prossimo triennio circa 30mila giovani e 50mila anziani rischiano di perdere l'abitazione.

Allarme per determinate fasce sociali
Tenendo sotto controllo il fenomeno degli sfratti, il Sunia ha approfondito la propria analisi sulla questione. Intervistando un campione di 1000 mille famiglie che si sono rivolte alle sue sedi per chiedere sostegno, il sindacato ha individuato come esistano nella società italiana fasce particolarmente deboli maggiormente esposte al pericolo-sfratto. Rispetto al 2008, per esempio, nel 2009 tra i soggetti a rischio è aumentata l'incidenza dei giovani con età inferiore ai 35 anni (dal 4% al 20% del totale), lavoratori precari (dipendenti a tempo determinato, lavoratori assunti con collaborazioni coordinate e continuative a progetto e prestatori d'opera occasionali) o rimasti senza lavoro nel corso dell'ultimo biennio. Sempre più a rischio le famiglie di migranti (dal 22% al 26% del totale delle famiglie), con nuclei composti in media da tre o più persone. La minaccia dello sfratto non risparmia nemmeno gli anziani, però: rispetto al 2008, la presenza tra gli sfrattati di nuclei familiari composti da anziani (i due terzi dei quali composti da una singola persona) è salita dal 27 al 35% del totale.

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