Trasporti pubblici: italiani senza biglietto

Un vizietto, talvolta dettato dal periodo di crisi, che costa molto caro alla comunità, tanto in termini economici quanto di qualità del servizio. Secondo una ricerca svolta dal Comitato Bus, su scala europea gli italiani sono i più propensi a servirsi dei mezzi pubblici senza pagare il biglietto. Un’abitudine che – come sottolinea allarmata Federmobilità, associazione che riunisce gli operatori del settore – crea notevoli problemi a chi deve garantire l’efficienza del servizio pubblico.

Gli italiani sono portoghesi
Ogni cento persone che usufrusicono dei mezzi pubblici, in Italia 5,7 lo fanno senza essersi premuniti del corretto titolo di viaggio. In Europa, la media di “viaggiatori” irregolari si attesta intorno al 4,2%. Nel Vecchio Continente, livelli di evasione simili a quelli italiani vengono raggiunti esclusivamente in alcune zone della Francia, mentre negli altri Paesi il senso civico dei cittadini, in questo senso, pare più sviluppato. Madrid, Porto e Copenaghen si fregiano dei valori più bassi: sui loro mezzi pubblici solo il 2,7% dei viaggiatori non è in regola con il biglietto. Basandosi sulle stime di Federmobilità, è possibile dire che le aziende di trasporti italiane subiscono un ammanco di cassa pari a 450 milioni di euro.

L’identikit del “senza biglietto”
La ricerca ha voluto tracciare anche un veloce ritratto del “libero viaggiatore”. In base ai dati raccolti dall’indagine, chi viaggia senza biglietto è giovane (meno di trent’anni), studente e residente al Sud. Quel che si nota esaminando le statistiche, però, è una mutazione dell’evasore. Se non pagare il biglietto era un comportamento diffuso maggiormente tra gli stranieri prima del 2009, con l’acuirsi della crisi economica adesso sono soprattutto pensionati e disoccupati a fare a meno del tagliando.

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