Pensioni d'invalidità: tutto resta uguale

Sembra essere giunto al termine il balletto che - da quando la manovra Finanziari ha iniziato a essere discussa - ha interessato cifre che vogliono dire molto di più di quanto facciano solitamente i numeri, quelle riguardanti la soglia di invalidità necessaria per ottenere la pensione. Inizialmente, la propensione al rigore fiscale aveva suggerito al governo di innalzare la soglia limite d'invalidità per concedere le indennità d'accompagnamento dal 74 all'80%; nei giorni, scorsi, invece, la commissione Bilancio del Senato ha approvato un testo in cui tutto torna come era.

Niente è cambiato
Nella sostanza, insomma, per quanto riguarda le pensioni di invalidità la normativa rimane quella attualmente in vigore: avranno diritto a ricevere l'assegno di accompagnamento gli invalidi al 74%. Tecnicamente, l'emendamento ideato e approvato nella commissione parlamentare sopprime il comma 1 dell'articolo 10 della legge finanziaria, quello in cui era prevista la stretta sui limiti d'invalidità (si leggeva nella prima formulazione della legge “Per le domande presentate dal 1° giugno 2010 la percentuale di invalidità prevista dall'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 23 novembre 1998, n. 509 è elevata nella misura pari o superiore all'85%”).

Sotto osservazione i falsi invalidi
Il passo indietro sulla soglia limite di invalidità non tradisce lo spirito originale cui le disposizioni di legge sono ispirate: il contrasto ai falsi invalidi. I contenuti dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 10 della Finanziaria rimangono complessivamente in piedi. In particolare, saranno confermati la responsabilità (e dunque la perseguibilità) dei medici che certificano false invalidità e il rafforzamento delle operazioni di controllo sulle prestazioni pensionistiche fornite. Nel dettaglio, dalle 100 mila verifiche del 2010 si passerà alle 250mila nel 2011 e 2012.

  • shares
  • +1
  • Mail