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Il computer che blocca il Fisco

Pubblicato: 30 nov 1999 da matteo

In un’epoca in cui l’elettronica la fa da padrona, può succedere anche questo: non riuscire a regolare la propria posizione con il fisco a causa di un difetto informatico. Accade nel Regno Unito, dove oltre quattro miliardi di sterline sono impigliati nelle maglie del cervellone elettronico che gestisce i flussi di denaro che riguardano il Fisco.

In sospeso 18 milioni di contribuenti
Sono 18 milioni i contribuenti britannici che attendono di ricevere o liquidare rimborsi e debiti per il valore di oltre 4 miliardi di sterline. Si tratta di quasi la metà dei contribuenti di Sua Maestà, cui da mesi il Fisco dovrebbe inviare la comunicazione di un rimborso da ricevere (per un pagamento effettuato in eccesso rispetto a quanto dovuto) o l’indicazione del debito da liquidare.

La colpa è dell’informatica
A finire sul banco degli imputati, per questo caso di Fisco dai tempi lunghi, è il sistema informatico dell’agenzia delle entrate britannica. In poche parole, infatti, il problema sarebbe generato - secondo le ipotesi più accreditate al momento - da un disallineamento di alcune procedure informatiche e del sistema elettronico che finora avevano consentito di saldare - in maniera quasi automatizzata - debiti e crediti relativi a versamenti in difetto o in eccesso effettuati al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Errore consistente
Nel dettaglio, le somme in sospeso tra contribuenti e Fisco ammontano a 4,4 miliardi di sterline. In media, ogni singolo contribuente risulterebbe in credito di circa 150 sterline e in debito di circa 75. Il disguido, insomma, non è di piccola portata, soprattutto se si considera che il sistema informatico - come fanno sapere gli esperti del Tesoro britannico - è costato fino a oggi ai contribuenti ben 400 milioni di sterline tra installazione e aggiornamento. Una spiegazione all’impasse, dunque? I funzionari del Fisco di Sua Maestà spiegano che per gestire i 30 milioni di transiti generati dai contribuenti individuali e definirli in circa tre mesi servirebbero non 700, ma quantomeno 7000 operatori delocalizzati nei diversi uffici.

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