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Il lavoro stagionale abbatte i confini

Pubblicato: 30 nov 1999 da matteo

Un lavoro per rimpolpare un po’ il bilancio famigliare, per potersi concedere vacanze in più grande stile, per entrare in contatto con il mondo del lavoro: le occupazioni stagionali hanno sempre rivestito questi ruoli, interessando soprattutto giovani e giovanissimi nel periodo di interruzione degli studi. Secondo un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati raccolti da Excelsior, quest’anno qualcosa è cambiato e il lavoro stagionale ha assunto un peso rilevante anche in settori (come la sanità) cui prima rimaneva estraneo.

Milano stagionale
Vera e propria capitale dell’economia lombarda, Milano rappresenta il polo di maggior rilevanza anche per quanto riguarda il fenomeno della stagionalità del lavoro. Nella città meneghina, infatti, da inizio a fine estate si conteranno 7640 assunzioni stagionali. Rispetto al 2009, si evidenzia una crescita percentuale pari al 2,4%. In forza di questi numeri, le assunzioni stagionali delle imprese milanesi sono il 31% di quelle totali della Lombardia e ben il 3,1% di quelle che si registrano in tutta Italia.

Dove si lavora per una stagione
Come tradizione, il lavoro stagionale è un’importante risorsa soprattutto per chi opera nel settore dei servizi, ove si concentra l’85% delle assunzioni sul territorio milanese. Ristoranti, hotel e servizi turistici vari la fanno da padrone, attirando, complessivamente, 6480 assunti. Numeri inferiori, ma non trascurabili, sono quelli riguardanti il commercio (1220 assunzioni), i trasporti (720), la sanità e i servizi ricreativi e culturali (530).

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