L'Autorità per l'energia avvia verifiche sui conguagli in bolletta

Mentre le Associazioni dei consumatori lanciano l'allarme sulle bollette pazze per l'elettricità e il gas dall'Authority arriva una buona notizia. L'Autorità per l'energia infatti ha reso noto di aver avviato nelle ultime settimane alcune verifiche relative alle modalità con cui alcuni operatori stanno applicando in bolletta i conguagli per il servizio gas. Ciò a seguito di segnalazioni di Associazioni e di consumatori che si sono rivolti anche allo Sportello per il consumatore di energia e che lamentavano bollette di conguaglio con importi anomali.
Sulla base di queste segnalazioni, l'Autorità ha inviato richieste formali di informazioni e chiarimenti agli operatori coinvolti per poter adottare al più presto tutte le misure eventualmente necessarie a tutelare i clienti del servizio gas e a garantire la correttezza degli importi applicati in bolletta.

Cosa fare i caso di errore
L'Autorità rammenta comunque che:


  • in caso di conguagli elevati, il cliente ha il diritto di richiedere un pagamento rateizzato degli importi, e che questo diritto deve essere esplicitamente indicato in bolletta dal venditore di energia;

  • il cliente che ritenesse errati i calcoli evidenziati in una bolletta già pagata o rateizzabile, può richiedere al venditore la rettifica; il venditore deve dare al cliente una risposta scritta motivata entro 40 giorni e se la bolletta è effettivamente errata deve restituire le somme, eventualmente pagate in eccesso dal cliente, entro 90 giorni.

    A chi chiedere?
    Si ricorda infine che, per dare risposte a dubbi o problemi dei clienti del servizio elettrico e gas, è attivo lo Sportello per il consumatore di energia istituito dall'Autorità e gestito dall’Acquirente Unico. Per rivolgersi allo Sportello si possono utilizzare, in ogni momento: il numero verde 800 166 654 dal telefono fisso o il numero 06 80134060 per chiamate dal cellulare.

    Il bonus energia
    Quasi due milioni di famiglia – per l'esattezza, 1,9 milioni – fanno ricorso allo sconto di legge sulle bollette di luce e gas. È il cosiddetto "bonus" che permette di limare un poco le fatture energetiche di casa per le famiglie con un reddito modesto.
    Introdotti nel 2009 dal ministero dello Sviluppo economico, questi sconti vanno chiesti in municipio (oppure nei centri Caaf di assistenza fiscale, se delegati dal sindaco) e sono seguiti dall'Autorità dell'energia d'intesa con i comuni, l'Anci (l'associazione dei comuni) e con la cassa conguaglio, un organismo che gestisce i flussi economici delle bollette.
    «Le riduzioni sulla bolletta sono cumulabili – avverte l'Autorità dell'energia – e permettono di ottenere uno "sconto" complessivo (tra gas ed elettricità) tra 82 e 360 euro circa».

    Come funzionano
    I bonus elettricità e gas non sono fissi: variano di famiglia in famiglia. Possono essere chiesti dalle famiglie in "disagio economico", cioè che abbiano l'indice Isee (indicazione di situazione economica equivalente) fino a 7.500 euro e lo sconto cresce con l'ingrandirsi della famiglia: per esempio, se una famiglia ha tre figli a carico l'indice di ricchezza può salire fino a 20mila euro.
    Non c'è solamente lo sconto sul reddito basso. Sono previsti specifici bonus anche per i malati che utilizzano apparecchiature elettromedicali "salvavita": per il 2010 questo bonus è pari a 138 euro e può essere cumulato con gli sconti di luce e gas per i redditi modesti.

    Il bonus gas consente uno sconto annuo del 14% sulle bollette, vale solamente sul metano (quindi non il Gpl, le bombole e il gas città) e cambia secondo l'utilizzo che se ne fa (solamente per cuocere i cibi o anche per scaldare la casa). Varia secondo la zona d'Italia, visti i climi differenti. Può arrivare fino 236 euro. Può chiedere lo sconto anche chi ha l'impianto centralizzato di riscaldamento alimentato a gas; in questo caso il bonus viene ritirato direttamente in posta, invece di avere il ribasso sulla bolletta.
    Per saperne di più: www.autorita.energia.it.

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