La tessera del tifoso: i numeri oltre le polemiche


Il campionato di serie A è ripartito. Il campo, dopo le prime due giornate, ha già abbozzato qualche suggerimento su quale potrà essere il corso della stagione, mentre infuria la polemica sull'eventuale prossimo sciopero dei calciatori. Sugli spalti, intanto, dopo un'estate di discussioni e scambi di opinione, ha fatto la sua comparsa la tessera del tifoso, fortemente voluta dalla politica e aspramente contestata dalle tifoserie organizzate. Ma, in realtà, come sono andate le sottoscrizioni? Ha comportato costi aggiuntivi per i tifosi? E, infine, a cosa serve e come si evolverà?

Numeri rispettabili
Tracciando un primo e rapido bilancio, la tessera del tifoso sembra aver raccolto più consensi (anche se alcuni, probabilmente, forzati) di quanti le previsioni più fosche avevano supposto. Secondo i numeri ufficiali, infatti, oltre 450mila tifosi italiani hanno già in tasca la tessera nominativa e altri 200mila stanno aspettando di riceverla. Positivo anche l'andamento delle sottoscrizioni, che tra la prima e la seconda giornata del campionato di serie A sono aumentate del 10%.

Cos'è la tessera del tifoso?
Nelle intenzioni dei legislatori, la tessera del tifoso è un sistema di registrazione che - rendendo certa l'identità degli spettatori - intende combattere la piaga del "tifo violento". A questa lettura della nuova "carta d'identità del tifo", si oppongono i gruppi del tifo organizzato e alcune frange della società, che vedono nella tessera uno strumento di schedatura "preventiva" lesivo della privacy degli sportivi e un mezzo per fare affari su una delle passioni degli italiani, il calcio.
Nella sostanza, la nuova tessera – come si legge sul sito dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive:


  • E’ uno strumento nuovo delle Società sportive che serve a valorizzare il rapporto trasparente ed aperto con i propri tifosi che diventano i veri protagonisti dell’evento sportivo.

  • E’ valida in tutti gli stadi senza distinzione tra i vari campionati nazionali.

  • Rientra tra le agevolazioni di cui all’art. 8 del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, ed è rilasciata nel rispetto delle procedure previste dal D.M. del 15 agosto 2009.

A partire da questo campionato, la tessera è un requisito fondamentale per sottoscrivere un abbonamento a una società di calcio professionistico e seguire la propria squadra del cuore in trasferta nel settore ospiti senza sottostare alle limitazioni di sicurezza imposte dall'Osservatorio.

Quanto costa?
In molti casi, le società sportive hanno scelto di offrire gratuitamente ai propri tifosi la possibilità di sottoscrivere la tessera (magari contestualmente all'acquisto dell'abbonamento), sostenendone per intero il costo. In altri casi, invece, per ottenere la tessera il tifoso ha dovuto pagare qualche somma (non più di 10 euro, sostengono dai piani alti della Lega Calcio. Secondo Beretta, presidente della Lega calcio di Serie A: " Le polemiche soprattutto dei piccoli gruppi ultrà, nate da disinformazione, si scioglieranno come la neve al sole. Costo ingiusto? Nessuno è andato oltre i 10 euro e le società si sono accollate i costi. Penso che in prospettiva, quando queste carte si riempiranno di servizi e convenzioni, i risparmi che presenteranno consentiranno di ridurre o annullarne i costi".

A cosa serve?
A conti fatti, la tessera del tifoso si rivelerà una sorta di carta di credito ricaricabile con cui i sostenitori potranno comprare abbonamenti e biglietti di ingresso allo stadio (godendo di accessi facilitati all'impianto sportivo). Inoltre, i possessori del titolo potranno sfruttare alcune facilitazioni, come quelle garantite da Trenitalia e quelle che ciascuna società sportiva proporrà ai propri clienti.

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