Co.co.pro: la Legge Biagi sbarca in Tribunale

contratto a progetto

Parliamo di un tema che é sinonimo di soldi. Il lavoro.

Vi ricordate il Co.Co.pro (il lavoro a progetto)?

Bene secondo l'INPS é irregolare il 76% degli accordi, più di due contratti su tre. (Sul Sole del lunedì).

E infatti le cause in primo grado già pendenti ammontano a quasi mezzo milione. Tempi di attesa molto lunghi (anno prossimo o 2008) per i primi giudizi. Un anno a Milano, due a Bologna e Venezia, quattro anni a Catanzaro.

Le collaborazioni continuate e continuative potrebbero costituire uno dei più grandi incrementi dei giudizi di lavoro.

Le cause principali? Usi applicativi distorti ma tollerati, salari troppo bassi.

Come cautelarsi?

Secondo il Sole24Ore sono sette gli elementi che non devono mai mancare:

  • controllare che nel testo sia descritto con precisione il progetto o il programma;
  • verificare che nel documento il progetto sia prospettabile in termini finalistici; ammetta il rischio di non realizabilità degli obiettivi;
  • prevedere il corrispettivo al raggiungimento del risultato, salvo meri anticipi in proporzione al lavoro svolto;
  • non stabilire orari di lavoro salvo i limiti di coordinamento con l'attività del committente;
  • evitare successioni di contratti con lo stesso collaboratore;
  • evitare che il programma o progetto coincida con l'attività istituzionale dell'impresa;
  • evitare di ricorrere al co.co.pro nei seguenti settori e attività: studi professionali, sanità, volo, pubblici esercizi, call centre, scuole, facchini, estetisti e parrucchieri, braccianti agricoli, badanti e baby sitter, autisti, addetti alle pulizie, addetti alle agenzie di scommesse, fisioterapisti, istruttori, manutentori, letturisti e muratori. Meglio in questi casi il lavoro intermittente con il ricorso al lavoro a chiamata.

Flessibilità o precariato?

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