Lavoro, che terrore!

I numeri sono allarmanti e piombano l'Italia in un'atmosfera che si sperava dimenticata nel nostro Paese. Con il suo rapporto sulla sicurezza dei cittadini relativamente agli anni 2008-2009, l'Istat rende noto che nel terzo millennio una quota significativa di italiani vive quotidianamente una situazione di forte disagio sul posto di lavoro.

Un ufficio da incubo
Stando alla fredda realtà dei dati, in Italia il lavoro è una forte fonte di preoccupazioni per 2 milioni e 633mila persone. Circa il 9% dei 29 milioni e 128mila lavoratori che nel corso della propria carriera hanno avuto superiori, colleghi o dipendenti, infatti, dichiara di aver sofferto di vessazioni o demansionamenti. Le più colpite, purtroppo, sono state le donne, tra cui i casi d'ingiustizia sul posto di lavoro raggiungono l'incidenza del 9,9%.

Momenti di terrore
I numeri precedentemente esposti, precisa l'Istat, sono quelli che riguardano le persone che hanno dichiarato di aver subito tali vessazioni una o più volte al mese per almeno sei mesi o per meno di sei mesi, ma con una forte frequenza. Se lo sguardo si allarga a comprendere comportamenti vessatori episodici o di breve durata, il numero dei perseguitati sul lavoro cresce considerevolmente, fino a raggiungere quota 7 milioni e 948mila.

In dettaglio
Prendendo in esame le percentuali degli ultimi tre anni, si copre che nel 91% dei casi i comportamenti vessatori riguardano la sfera della comunicazione, dalle critiche senza motivo, alle scenate, alle minacce verbali o scritte, all'essere incolpati di qualsiasi errore o problema. Nel 63,9% dei casi, inoltre, i perseguitati sul lavoro dichiarano di aver subito attacchi alla qualità della professione.

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