La povertà fa paura

Non c’è la criminalità, né l’emergenza climatica in cima alle preoccupazioni degli italiani, ma la magra situazione economica. Gli incubi degli abitanti del Belpaese sono descritti per filo e per segno in uno studio targato Censis.

La ricerca
Il Censis ha indagato tra i timori degli italiani per conto del Forum ANIA-Consumatori, la fondazione fondazione promossa dall'ANIA per rendere più sistematico il dialogo tra imprese di assicurazione e consumatori. I risultati dello studio sono stati presentati il 5 ottobre nel corso dei lavori del convegno 'Gli scenari del welfare, tra nuovi bisogni e voglia di futuro'.

I risultati della ricerca sono chiari: la non autosufficienza e l’impossibilità di pagare le spese mediche sono indicate dagli italiani, rispettivamente nel 85,7% e nell’82,5% dei casi, come le principali preoccupazioni cui far fronte, superando per distacco la criminalità e la disoccupazione.

Le paure che derivano dalla crisi
Ad agitare i sonni di chi abita lo Stivale, dunque, sono paure che nascono dalla crisi economica attraverso cui il Paese sta passando. Dallo studio del Censis, infatti, emerge che spesso risultano insostenibili le spese per il sostentamento dei familiari in 'condizione critica'. Nel corso del 2009, il 32,1% delle famiglie si è trovata in gravi situazioni di disagio che vanno dalla necessità di assistere malati terminali o portatori di handicap all'improvvisa perdita di reddito o disoccupazione di un congiunto. Per far fronte all’emergenza, le famiglie hanno fatto affidamento esclusivamente sulle proprie forze nel 59% dei casi e sull’aiuto degli amici 28 volte su 100. Ciò che più sorprende in questa statistica è la sostanziale assenza, o comunque lo scarso apporto, del sistema di welfare.

La necessità di un welfare più vicino
Secondo gli intervistati, la situazione potrebbe migliorare se il sistema di welfare si dimostrasse più vicino, anche geograficamente, ai cittadini. Il 59% di quanti hanno preso parte alla ricerca, infatti, ha dichiarato che vorrebbe che le amministrazioni regionali si occupassero dei servizi di assistenza con sempre maggiori responsabilità.

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