Manca la concorrenza... e ci perdono tutti!

Quando ci si trova in cattive acque, talvolta è opportuno chiedersi come si è finiti nel mezzo della tempesta. In alcuni casi, è inevitabile, si scoprirà che parte delle responsabilità ricadono sulle proprie spalle. Ciò è vero anche per l’Italia, che – secondo l’Antitrust e le associazioni dei consumatori – infligge a sé stessa e ai consumatori costi che potrebbero essere evitati dando maggiore spazio alla concorrenza.

Il Pil perso
L’allarme è stato lanciato da Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, nel corso di un convegno tenutosi a Montecitorio. Secondo Catricalà, il nostro Paese paga con un punto e mezzo di mancata crescita del Pil la scarsa concorrenza, soprattutto a livello locale.

Nella sua analisi, lamentando il ritardo del Parlamento nell’approvazione della legge annuale sulla concorrenza, Catricalà ha segnalato, tra le altre cose, che “manca una maggiore tutela dei consumatori sulle clausole commerciali eccessivamente onerose, manca un'Autorità dei Trasporti e manca un'Autorità delle Poste, necessaria in vista della liberalizzazione che partirà nel 2011" e ha chiesto un rafforzamento dei princìpi relativi alla governance bancaria.

Le reazioni dei consumatori
Condividendo l’augurio del presidente dell’Antitrust che una legge sulla concorrenza venga approvata prima di natale, il Codacons, per bocca del suo presidente, Carlo Rienzi, ha fatto sentire la propria opinione.

Se l’allarme lanciato dall’Antitrust guarda il problema da un’ottica macroeconomica, il Codacons rileva i danni che l’assenza di concorrenza provoca nella vita di tutti i giorni dei cittadini: “Le carenze sotto il profilo della concorrenza esistenti nel nostro paese, producono una maggiore spesa su base annua pari a 300 euro a cittadino”.

“A livello territoriale – approfondisce la propria analisi Rienzi - i più penalizzati sono i cittadini del Sud che, a causa della scarsa concorrenza in alcune zone del Mezzogiorno, accumulano un danno che arriva fino a 500 euro all’anno. I margini per una discesa di prezzi e tariffe nel nostro paese esistono, ma è indispensabile rafforzare i poteri dell’Antitrust, e consentire all’autorità sanzioni più pesanti. Se le multe fossero infatti più sostanziose, vi sarebbe un potente effetto deterrente e si potrebbe mettere un efficace freno ai fenomeni anticoncorrenziali. In tal senso il governo deve intervenire modificando la legislazione vigente in materia di Antitrust”.

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