Università d’eccellenza per il mondo globale

Nell’ultimo periodo, uno dei temi più caldi del dibattito pubblico è stata la necessità manifestata dai giovani italiani di emigrare per trovare un lavoro consono alle loro aspettative. A quanto pare, il nostro Paese non è in grado di offrire a tutti la possibilità di realizzare i propri sogni professionali. In un pianeta globalizzato e altamente concorrenziale, dunque, diventa essenziale affacciarsi al mondo del lavoro da una posizione di forza, quale può essere garantita da un’università capace di preparare i giovani ai nuovi scenari. È questa l’ottica con cui Vision – il network di laureati italiani con esperienza di lavoro all'estero – ha stilato la graduatoria degli atenei del Belpaese.

La Bocconi trionfa
Nella speciale classifica, l’università più efficace risulta essere la Bocconi. Il podio è completato dall’Università di Bologna e – sul gradino più basso – dal Politecnico di Milano (che nella graduatoria dell’anno precedente era risultato vincitore). In discesa è anche il Politecnico di Torino, che scivola fuori dal podio, finendo in quarta posizione.

Al quinto e sesto posto si trovano due atenei romani, il Campus Bio-Medico e la Luiss (entrambi avanzano di quattro piazze). Anche altre università hanno fornito buone prestazioni: l’Università di Firenze che passa dall’undicesimo al settimo posto; l’Università di Padova, ottava, anziché diciannovesima come l’anno passato; La Sapienza di Roma, che avanza di 13 posizioni, raggiungendo la nona piazza; l’università di Torino, decima dopo aver guadagnato 10 posizioni.

Una geografia chiara
Purtroppo la ricerca conferma un dato non molto confortante: l’eccellenza, in campo universitario, ha forti radici in determinate zone del Paese. Tra gli atenei migliori, otto sono nel centro, sei nel nord-ovest, mentre per trovare un’università del Sud bisogna scendere fino alla trentanovesima piazza, dove c'è l'Università di Messina.

I criteri dello studio
Per stilare la graduatoria, Vision ha preso in considerazione diversi parametri, quali la presenza di studenti stranieri, la produzione di ricerca rilevante, l'impatto occupazionale, la capacità di attrarre finanziamenti e quella di influenzare l'opinione pubblica.

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