I furti che colpiscono tutti

Forse sarebbe opportuno fare rileggere agli italiani Robin Hood, l’abitante più famoso della Foresta di Notthingam. Lui rubava ai ricchi per dare ai poveri, gli italiani, invece, rubano per... pagare di più. È questo lo scenario dai dati diffusi dal Barometro mondiale dei furti del settore retail 2010, ricerca realizzata da Checkpoint Systems. La crisi economica che ha accresciuto le difficoltà economiche delle famiglie del nostro Paese è una spiegazione solo parziale per i furti in salsa tricolore: il cibo, classico bene di prima necessità, è infatti solo in quinta posizione tra i prodotti maggiormente taccheggiati.

I furti colpiscono tutti
Come rivelano i dati, gli acquisti di ogni famiglia italiana sono aggravati da una tassa occulta di 163 euro l’anno. A tale cifra, infatti, ammontano gli aumenti di prezzo che la grande distribuzione italiana scarica sulle spalle di ogni singola famiglia per rifarsi degli ammanchi causati dai furti subiti.

Si tratta di una cifra più alta sia di quella rilevata nel resto del mondo (dove il valore è fermo a 152 euro) sia di quella registrata nel solo Vecchio Continente (nella vecchia, cara Europa la media è attestata sui 140,65 euro).

I prodotti più rubati
Ma si ruba per bisogno o per “stupida furbizia”? Si può cercare di dedurlo dalla top ten dei prodotti più taccheggiati. Nel nostro Paese, i ladri da supermercato vanno ghiotti soprattutto di abbigliamento e accessori di lusso. Sotto l’attenzione dei taccheggiatori, poi, finiscono anche i settori degli articoli per il corpo e dei prodotti hi-tech, mentre in quarta posizione si trova il reparto alcolici. Il cibo è la quinta merce più rubata, seguito da Cd e dvd, articoli fai da te, cartucce per stampanti, latte in polvere e farmaci da banco e, quindi, batterie ricaricabili.

Dal punto di vista della grande distribuzione
Visto dal lato della grande distribuzione, il fenomeno dei furti assume proporzioni macroscopiche. A livello aggregato, infatti, i furti e le spese per la sicurezza provocano un ammanco di circa 3,2 miliardi di euro alle imprese di grande distribuzione (1,6 miliardi addebitabili ai furti compiuti dai clienti, 800 milioni di euro imputabili ai dipendenti, 230 milioni per le malefatte di fornitori e produttori e 900 milioni di euro per l’implementazione di sistemi di sicurezza)

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