Il meccanismo dei buoni pasto rischia di incepparsi, lasciando milioni di lavoratori con un inutile blocco di tagliandi in mano. Da una parte acquistano peso e rilevanza le rivendicazioni dei ristoratori, dall’altra gli interessi dei lavoratori: la trasformazione dei buoni pasto in strumenti finanziari – ormai avvenuta – ha messo nei guai entrambe le categorie, intrecciando un dilemma cui è difficile trovare soluzione.
Le ragioni dei ristoratori
Nei giorni scorsi, Aldo Cursano, vicepresidente della Fipe (l’associazione dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio), ha fatto sentire la voce della propria associazione sul tema dei buoni pasto: “Ormai i buoni pasto sono diventati una sorta di strumento finanziario. E chi ci rimette sono da una parte i lavoratori e dall’altra noi esercenti”.
Secondo quanto sostenuto da Cursano, è il meccanismo di funzionamento del sistema dei buoni pasto a rendere quasi impossibile agli esercenti continuare ad accettare i tagliandi. In primo luogo perché se sul buono è riportato un valore di 5 euro, l’esercente riscuote meno; inoltre perché le società che li emettono rimborsano i ticket con notevole ritardo, causando un aggravio del 3% per ristoratori e proprietari di bar.
I lavoratori nel mezzo del guado
Le rivendicazioni dei ristoratori riguardano anche i lavoratori, perché potrebbero incidere sul loro portafoglio. Attualmente, sono quasi 2,2 milioni i lavoratori che si servono in bar e ristoranti durante la pausa pranzo. Se la protesta dei ristoratori arrivasse al punto di non ritorno, fino al rifiuto dei buoni pasto, molti dipendenti vedrebbero andare “bruciato” l’equivalente di 80-150 euro al mese in busta paga (spesso, ormai, i buoni pasto sono parte integrante dello stipendio).
Come funzionano i buoni pasto
I difetti che rischiano di affossare il sistema dei buoni pasto sono iscritti nelle radici del suo meccanismo di funzionamento. Se un’azienda decide di fornire buoni pasto ai propri dipendenti, indice una gara cui parteciperanno varie società fornitrici di ticket restaurant. Queste battaglieranno tra loro cercando di offrire il maggior sconto possibile. In poche parole: se il buono ha un valore di 5 euro, potrebbe vincere la gara chi lo offre a 4 euro. Siccome la società che emette il ticket deve comunque ottenere un guadagno, per recuperare lo sconto offerto applicherà una commissione all’esercizio convenzionato dove il ticket può essere speso. Alla fine della catena si trova l’esercente, che dovrà offrire un pasto del valore di 5 euro a fronte di un pagamento, molto spesso in notevole ritardo, di 3,50 euro (almeno nella nostra ipotesi).
axe
23 ott 2010 - 09:37 - #1Gli sconti non sono così elevati, i buoni pasto standard sono di 10,50 euro, per grossi acquisti gli emittenti possono farti uno sconto massimo del 7/8%, mentre le commissioni applicate ai ristoratori arrivano a circa il 5%, per cui per un pasto da 10/11 euro i ristoratori ricavano minimo 8,50 euro.
Il mancato guadagno dell’esercente dovrebbe essere compensato dal maggior numero di lavoratori che accedono alla struttura.
Edenred
26 ott 2010 - 21:09 - #2Edenred Italia, presente nel mercato dei buoni pasto con il marchio Ticket Restaurant, intende fornire il proprio punto di vista nel dibattito presente nei media in queste ultime settimane riguardo i buoni pasto, con particolare riferimento alla posizione presa dalla Fipe a causa delle elevate commissioni praticate dagli emettitori e dei ritardi nei tempi di rimborso.
Edenred ci tiene a sottolineare che questi problemi non riguardano in nessun modo il marchio Ticket Restaurant. Nella gestione del servizio, Edenred presta da sempre massima attenzione a tutti gli attori della filiera, in particolare agli esercenti, partner fondamentali per l’erogazione del servizio, ai quali vengono garantiti tempi di rimborso puntuali, trasparenza e correttezza amministrativa, nonché le commissioni più vantaggiose tra quelle presenti nel settore.
Per questo Edenred invita tutti gli esercenti a esprimere il loro gradimento verso le aziende corrette e a indicare i nominativi di quelle con le quali hanno difficoltà a lavorare.
Inoltre, Edenred da tempo chiede una revisione del quadro normativo volta a correggere le attuali distorsioni e a riportare dinamiche più corrette nel mercato dei buoni pasto.
Maggiori informazioni su www.edenred.it
Tapy
03 gen 2011 - 00:17 - #3Scusate se commento in ritardo…
niente da dire su Endered, puntualissima nei pagamenti come altri (sicuramente non tutti),
pero’ ad oggi per i nuovi esercizi affiliati sono arrivati allo sconto incondizionato del 10% a cui aggiungere circa il 2% per le modalita’ ad incasso veloce…
fate voi i conti su un buono medio di Euro 6,50.
saluti