Dai banchi all'azienda

Raggiungere un titolo di studio attraverso il lavoro? In Lombradia, si può. Attraverso un contratto di apprendistato, i 16enni potranno ora raggiungere una qualifica professionale. All’entusiasmo mostrato dagli amministratori della regione lombarda fa da controcanto lo scetticismo dell’associazione degli studenti.

Triangolazione Regione Lombardia-Ministero dell'Istruzione e Ministero del Lavoro
La novità è stata introdotta – primo caso in Italia – in seguito alla firma di un accordo tra Regione Lombardia, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e Ministero del Lavoro. Il testo siglato porta a compimento quanto previsto dalla Legge Biagi a riguardo del contratto di apprendistato, individuando standard di erogazione, monte ore di formazione e regolamentazione dei profili formativi.

Rispetto a quanto previsto dalla legge Treu, l’attività formativa prevista passa da 240 a 400 euro; proprio questa crescita del monte ore consentirà ai ragazzi di conseguire il titolo di studio lavorando.

Opposte reazioni
Dal palazzo della Regione Lombardia commentano con entusiasmo il passo compiuto, ipotizzando di riuscire a dare risposta a quasi 130mila giovani che non frequentano la scuola, né la formazione professionale, né si trovano in condizione lavorativa.

Di tutt’altro tenore la reazione dell’associazione degli studenti. In un comunicato, la Rete degli studenti precisa che in un momento di crisi come quello attuale, avrebbe ritenuto più opportuno: investire nell'istruzione" elevando "l'obbligo scolastico a 18 anni, investendo risorse e aumentando l'autonomia scolastica per favorire il legame con il territorio in modo da portare l'Italia in linea con gli altri paesi europei dove l'obbligo alla maggiore età è presente già da decenni e non promuovere una formazione di 400 ore che può essere assolta anche in azienda".

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