Auto elettrica: un vero affare?

Durante il Mobility Tech, il Forum internazionale sull'innovazione tecnologica per lo sviluppo della mobilità e del trasporto tenutosi a Milano nei giorni scorsi, si e' parlato dell'impatto che potrebbe avere sull'ambiente e sulle tasche degli italiani la diffusione delle macchine elettriche. I benefici attesi dall'innovazione, sul piano monetario e su quello ambientale, sono reali o solo illusioni?

Qualche ombra sui vantaggi

L'auto elettrica permetterà di risparmiare denaro e guadagnare in salute. Questa e' la meta a cui punta da tempo chi si e' sempre impegnato per diffondere il nuovo mezzo di mobilità sulle strade mondiali. Se in linea generale si può trovare corretto questo scenario, non lo si può assumere come una monolitica e assoluta certezza.

La prima crepa nelle convinzioni dei promotori della mobilità elettrica si apre se si considera il prezzo delle auto elettriche. Rispetto a una macchina tradizionale, la forbice dei costi dei veicoli elettrici e' ancora troppo ampia. Senza politiche di incentivi statali ben strutturate, dunque, l'acquisto di una vettura elettrica rischia di rivelarsi antieconomico per molti.

I parametri di spesa sono innalzati dalla "questione batteria". Perché l'investimento su un veicolo elettrico si dimostri sensato, occorrono batterie al Litio, che sono le più efficienti, offrono maggiori garanzie, ma hanno costi decisamente sostenuti.

Una scelta da valutare attentamente

Secondo stime elaborate da Green Value, società di consulenza nel settore della mobilità e dell'ambiente, la diffusione delle auto elettriche rimane una certamente auspicabile. Prendendo in considerazione una città italiana di circa 200mila abitanti, per esempio, se tra i veicoli circolanti ve ne fossero 1250 elettrici si conseguirebbe ogni anno un taglio di 2344 tonnellate di Co2 e un risparmio di costi di quasi mezzo milione di Euro (466 mila e spiccioli).

In campo ambientale, tali risultati entusiasmanti non sono certi. Si otterrebbero vantaggi in tale misura, infatti, solo se per la ricarica delle batterie venisse utilizzata energia prodotta da fonti rinnovabili, altrimenti il taglio in termini di emissioni di Co2 risulterebbe assai più contenuto (-40% rispetto alle proiezioni più ottimistiche).

Il parere del garante

Nel corso del Mobility Tech, anche Alessandro Ortis - presidente dell'Autorità per l'Energia - ha espresso il proprio parere sulla possibile "rivoluzione elettrica": "Stiamo già contribuendo allo sviluppo della mobilità elettrica in modo proattivo. Abbiamo eliminato alcuni limiti normativi che non consentivano di ricaricare le batterie direttamente presso abitazioni e parcheggi condominiali o aziendali".

  • shares
  • +1
  • Mail