Tagli o no? Nell’incertezza, gli studenti tremano

Nei giorni scorsi, La Repubblica ha lanciato l’allarme: secondo una stima del quotidiano, le borse di studio in ambito universitario verranno tagliate pesantemente. Mentre dal ministero dell’Università e della Ricerca si affettano a precisare che si tratta di allarmismi senza alcun fondamento, le associazioni dei consumatori scendono sui piedi di guerra, descrivendo in termini catastrofici lo scenario paventato dal giornale romano.

Tagli al 90% delle borse di studio
A dare origine alla polemica sono stati i calcoli svolti da La Repubblica. Secondo il quotidiano, infatti, le decisioni prese durante il Consiglio dei Ministri del 14 ottobre scorso porterebbero i fondi dedicati alle borse di studio da erogare da 246 milioni a 25,7 milioni di euro, con un taglio del –89,55%. Ancora peggio, secondo La Repubblica, andrà nel 2012, quando la somma disponibile ammonterà a soli 13 milioni di euro.

Tagli pesanti, quelli paventati negli articoli del quotidiano romano, molte volte decisivi per la carriera degli studenti. In un simile scenario, infatti, scrive la Repubblica ''su una platea di 184.034 aventi diritto, l'80 per cento non prenderà quei mille, a volte duemila euro (si decide per bandi regionali) che spesso rappresentano una necessità per gli studenti che li ricevono”.

Il Miur smentisce
Da parte sua, il ministero dell’Istruzione si limita a una secca smentita della notizia, definendola “priva di fondamento". Il ministro Mariastella Gelmini, anzi, precisa che il Miur "gia' previsto finanziamenti a questo scopo (n.d.r. la concessione delle borse di studio) e le risorse saranno regolarmente stanziate"

L’allarme dei consumatori
Nonostante quanto sostenuto dal governo, i consumatori fanno mostra di una certa inquietudine. L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) vede nel possibile taglio del 90% dei finanziamenti delle borse di studio un rischio per il patrimonio culturale e storico delle università italiane.

Secondo i calcoli elaborati dall’Adoc sulla base dei dati diffusi da La Repubblica, il 35% dei ragazzi che attualmente fruiscono di una borsa di studio lascerà l’università al primo anno di corso a causa dei tagli previsti.

Come sostiene Carolo Pileri, presidente dell’Adoc: “Una borsa di studio di importo medio di 4000 euro l’anno copre in media il 57% delle spese sostenute da un universitario, ammontanti a circa 700 euro al mese solo per affitti (450 euro al mese, con un’incidenza del 64% sulla spesa), trasporti (36,50 euro/mese), vitto (150 euro/mese) e libri di testo (66 euro al mese). Eliminare i fondi per le borse di studio significa privare l’80% degli aventi diritto di un sostegno fondamentale per lo studio. I ragazzi meritevoli dovranno fare affidamento sulle proprie famiglie, che dovranno sopportare un taglio del 50% delle entrate solo per coprire le spese universitarie, considerando che il reddito familiare massimo per avere diritto alla borsa è di 17mila euro al mese. E chi non ha la possibilità di un sostegno familiare molto probabilmente dovrà abbandonare gli studi”.

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