E’ il meno pagato d’Europa. Parliamo del balzello sulla TV pubblica che, con il 30% di evasione si aggiudica a buon diritto il titolo di tassa più odiata dagli italiani. Da Viale Mazzini fanno sapere che la gabella rappresenterebbe uno scarso 50% dei ricavi del Gruppo. Già con il piano industriale 2008-2010 l’azienda aveva inaugurato una strategia del pugno di ferro in guanto di velluto preannunciando un’ipotesi di riforma nelle procedure di riscossione, sulla scorta delle best practice europee. La riforma sembra prendere corpo legislativo nel decreto mille proroghe al vaglio del Governo. Ad annunciare l’inclusione del canone all’interno della bolletta della luce è il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani.
In base alla proposta del Ministro tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità (siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti) verrà chiesto di pagare il canone, “perché – spiega Romani - ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv”.
E chi la tv non ce l’ha? Sembra quasi impossibile ai nostri tempi, ma secondo il Ministro chi non posside l’apparecchio “dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà”.
La presunzione francese
Guardano oltr’Alpe, in Francia si sarebbero ottenuti risultati ragguardevoli nel contrasto all’evasione, in calo del 30% grazie ad una nuova disciplina basata sulla presunzione che ogni contribuente che paga imposte sulla casa abbia un televisore. Il pagamento del canone avviene quindi contestualmente alla corresponsione delle tasse sulla casa.
La “best practice” greca
Ancora più efficace - sostengono a Viale Mazzini - appare la soluzione sviluppata in Grecia, dove il canone viene legato all’utenza di fornitura elettrica. Il pagamento del canone viene inglobato nella bolletta elettrica e non sussiste la possibilità di evasione se non a rischio della cessazione della fornitura dell’energia elettrica. Tale metodo risulta essere estremamente efficace tanto da rendere praticamente nullo il tasso di evasione. Qualcuno quindi ipotizza una possibile rivoluzione in bolletta dove potrebbero spuntare i tanto chiacchierati 109 Euro.
Carmine80
29 nov 2010 - 13:13 - #1Ma per favore….!! è incredibile!!!
Perchè invece non danno la possibilità di disattivare i programmi della rai?!?!?
Chi li vuole vedere paga!!! Mi sembra più corretto!!!
aleac
29 nov 2010 - 13:58 - #2Dal punto di vista strettamente legale, le deduzioni logiche del ministro Romani non hanno alcun fondamento. Uno Stato efficiente non dovrebbe presumere un bel nulla, dovrebbe dimostrare l’eventuale dolo con le proprie attività investigative. Anche se altri Paesi lo stanno facendo, è troppo facile sparare nel mucchio! Sta tornando l’Inquisizione?
Dariorrf
30 nov 2010 - 10:10 - #3E’ quasi ora: chi non è d’accordo è solo perché fino ad oggi ha evaso.
tkmatt
01 dic 2010 - 01:11 - #4scusate ma chi volete prendere in giro????? Dunque riepiloghiamo. In questo paese delle banane, perchè di questo si tratta, il presidente è amante di calcio, fiXa, ed è uno che in quanto a tasse e imprese fa un po quello che vuole.
L’italiano medio cosa fa? Guarda il calcio, ama la fiXa e, se gliene viene data l’opportunità, evade le tasse.
Quello che chiamate canone rai (che non esiste piu da anni) è TASSA DI POSSESSO di apparato radiotelevisivo, va pagata esattamente come il bollo auto. Il bollo auto lo pagate tutti vero? E perchè questa no? Possiamo discutere se è giusta o no come tassa, ma chi non la paga è un evasore. Punto e basta. E poi non lamentiamoci se da Roma trattano noi ItaliOTI come dei bambinoni e ci prendono a pesci in faccia. Questo siamo e questo ci meritiamo
Mike80
25 gen 2011 - 15:00 - #5BASTA!
La televisione di stato non dovrebbe neppure esistere in un moderno paese occidentale.
I cittadini fanno fatica ad arrivare a fine mese e devono pagare a Simona Ventura e Fabio Fazio stipendi di 5 milioni di euro l’anno?
Che privatizzino le tre reti Rai, le vendano a Murdoch, a qualche emiro arabo, a un magnate russo… oppure le chiudano e mandino a spasso tutti quei parassiti… ma ci liberino al più presto ed una volta per tutte da questo balzello assurdo e anacronistico.
La pazienza non può durare in eterno…
Mi ricordo che in Serbia nel 1999 o 2000, quando cadde il regime di Milosevic, la popolazione andò a incendiare la sede della odiatissima TV pubblica.
Come godrei a vedere qualcosa di simile qui in Italia.
agos75
27 dic 2011 - 17:04 - #6bbbbbbbbboooooooooo se enel da i miei dati ad altre aziende io la denuncio e credetemi il contratto e personale non possono divulgare dati ad altri. enel mica è un recupero crediti …….mamammamama … io vi giuro non ci capisco più niente che dio ci aiuti