Quando il baratto torna di moda!

Baratto Se l’economia va in crisi perché non tornare al baratto?!
Dalla moda alle vacanze, passando per i party a tema, ritorna in auge l’antica usanza dello scambio di oggetti.

La “moda” del baratto

Hanno preso piede nei principali centri urbani italiani le Swap Boutique, ovvero negozi dove non si spendono soldi ma si utilizza la formula commerciale più semplice e antica che ci sia: il baratto. In realtà è un luogo in cui si incontrano artisti, designer e aziende che condividono l'impegno della sostenibilità.
E’ da poco nato a Milano l’Atelier Del Riciclo, che si occupa del riuso creativo di oggetti che apparentemente hanno esaurito la loro funzione ma, per particolarità delle forme e qualità dei materiali, vengono trasformati in altrettanti abiti e accessori con un nuovo valore d'uso.
Per partecipare è però necessario sottoscrivere un abbonamento allo swapping (50 euro il costo dell'abbonamento mensile, 90 quello trimestrale, 150 il semestrale e 250 l'annuale) che consente di scambiare un numero illimitato di capi, oggetti e accessori fino alla scadenza dell'abbonamento. Tra gli oggetti che è possibile scambiare ci sono: abbigliamento, accessori moda, bijoux e piccoli oggetti di luxury design.

Si tratta di un'associazione di promozione sociale fondata dalle giornaliste Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli, assieme all'astropittrice Alice Pazzi. Lo spazio milanese si trova in Porta Genova (via Casale 3/A), ma "Atelier del Riciclo" è anche un marchio che identifica nuovi modelli di negozi dove, oltre ad acquistare prodotti "verdi" selezionati da un team di stilisti ed esperti di design, si possono barattare abiti, accessori moda, bijoux e piccoli oggetti d'arredo, per rinnovare il proprio guardaroba e il look della propria casa a costo zero. Vedi la presentazione dell'Atelier

Sempre a Milano, in Ripa di Porta Ticinese 69 c'è L'Hub - Textile work shop, dove insegnano a cucire, tingere e stampare tessuti e capi di abbigliamento. A recuperare in sostanza gli abiti che si vuole dismettere.

Envirosax, invece, abbraccia una filosofia ambientalista, legata alla sostenibilitè e al riuso del materiali. La loro proposta consiste in shopping bag realizzate con tessuti riciclati o filati naturali che vanno a sostituire i classici sacchetti di plastica. E, dunque, si riutilizzano. Sono tante le vip che l'hanno scelta, una fra tutte Jessica Alba.

Stesso principio è anche alla base degli swap party, feste dove la parola d’ordine è “scambiare”! Dai capi di abbigliamento ai libri passando per l’arredamento.

Le strade del baratto

Anche online esistono poi vere e proprie comunità virtuali dedite al baratto come quella promossa da Zerorelativo.it, con circa 15.800 iscritti e 16 categorie merceologiche. Chiunque voglia procurarsi a costo zero ciò di cui ha bisogno e allo stesso tempo disfarsi di ciò che non gli occorre più in maniera proficua (per fare questo basta sapere che qualcun’altro ne sta beneficiando) troverà infatti pane per i propri denti. I cosiddetti barter, neologismo coniato dallo staff di Zerorelativo per indicare le persone che scambiano danno in prestito o donano oggetti all’interno della community, possono barattare infatti ogni sorta di cose, persino dolci fatti in casa. Tutti gli annunci sono suddivisi in categorie: ad esempio nella categoria “Ascolta e guarda” potrete trovare autoradio, lettori dvd, cuffie, i pod e televisori, in quella ”Kindergarten e bebè” le mamme e i papà possono scambiarsi vestiti, fasciatoi, passeggini e giocattoli mentre nella deliziosa, è proprio il caso di dirlo, categoria “Mangia e bevi” dove potrete scambiare frullatori, yougurtiere, vino olio e, come accennato, dolci fatti in casa. Infine, nella categoria “Viaggia” troverete attrezzature, opportunità di car sharing e scambi di casa. Per entrare nella community basta iscriversi e pubblicare il proprio annuncio con la descrizione dell’oggetto che intendete barattare corredata da una foto e con le vostre condizioni di baratto. Dopo di ciò non vi resta altro che aspettare che vi vengano fatte delle offerte e scegliere quella che ritenete più vantaggiosa in base alle vostre esigenze.

L’economia delle vacanze

Sul fronte vacanze riscuotono particolare successo le community per lo scambio della casa per un periodo di tempo limitato.
In Italia, i siti più frequentati dagli house swapper sono le sezioni italiane di network internazionali che operano già da tempo sul mercato. Pioniera è stata l'americana HomeLink, agenzia nata nel 1953 che conta, nel mondo, 13 mila iscritti. La quota associativa annuale è di 120 euro e comprende la pubblicazione della scheda, 20 foto a colori, link a una pagina web personale e l'accesso per 12 mesi a tutte le iscrizioni in 80 Paesi nel mondo.
Solo in Italia propone invece scambi di casa solo nel Belpaese e l'iscrizione è gratuita per gli iscritti a HomeLink.
Ville, appartamenti e chalet, un sito multilingue e 38 mila schede in 137 paesi per Global Home Exchange, network americano fondato nel 1997. L'agenzia, succursale per l'Italia, Scambiocasa è passata dal 2008 a oggi da 1.000 a 1.500 iscritti, offre case di tutte le tipologie anche in luoghi non turistici ed è la prima organizzazione ad aver lanciato un servizio per lo swap di case di lusso anche sul mercato italiano. La quota associativa è di 29 euro l'anno.
Vastissimo, anche il database di Intervac, con case in oltre 50 Paesi nel mondo. L'iscrizione è valida 365 giorni e costa 115 euro. Da segnare nella propria agenda elettronica anche le swap agencies Ihen (www.ihen.com, 33 euro all'anno), Swapeo ( 80 euro all'anno ma solo se si combina lo scambio) e le gratuite Home for Home, Living Away e Belodged. Chi non ha case da scambiare, ne può cercare una da custodire, su www.housecarers.com e www.housesitworld.com.

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