Natale in viaggio... ma dopo?

Natale e Capodanno, con i loro giorni di festa, sono alla porte e, nonostante la crisi, ci sono anche italiani pronti a partire. L’andamento delle prenotazioni e delle vendite sul mercato del turismo lascia ben sperare gli operatori per quel che riguarda gli ultimi giorni dell’anno, ma desta più di qualche preoccupazione per quel che avverrà dopo l’11 gennaio 2011.

Gli italiani preparano la valigia
Di quel che avverrà tra Natale e ultimo dell’anno, non può dirsi insoddisfatta Federviaggio-Confturismo. Secondo i riscontri dell’associazione, infatti, offerte e sconti hanno dato un buon risultando, determinando un discreto successo di vendite per i pacchetti turistici natalizi. Un’ulteriore ritocco al botteghino del settore, poi, gli addetti ai lavori se lo aspettano nei giorni immediatamente prossimi alle ricorrenze festive: solitamente, il vantaggio economico garantito dalle offerte last-minute convince a partire un buon numero di indecisi.

Quali le mete preferite? Ovviamente le località turistiche di montagna, ma sono riuscite a difendersi anche le spiagge da sogno di S. Domingo, Caraibi, Messico, Maldive, Mauritius e Seychelles. Inoltre, hanno resistito alla crisi anche mete collaudate come l’Egitto e, soprattutto per Capodanno, le capitali europee (Parigi in testa, seguita da Lisbona e Istanbu).

Offerte differenze per esigenze differenti
Corti – responsabile di Federviaggio-Confturismo – spiega così il momento critico vissuto dal settore turistico, nonostante i buoni risultati natalizi: "Ovviamente per i vari prodotti esistono diverse fasce di prezzo, che corrispondono a servizi e prodotti diversi. Il segmento che soffre di più è quello medio, che viaggia ma fa molta attenzione ai costi. Chi sta bene non è toccato dalla crisi e continua a spendere anche per i viaggi, senza porsi limiti. Ovviamente per noi operatori chi fa i numeri é la fascia intermedia, la più numerosa della popolazione".

Che un buon numero di italiani si butti nella vacanze natalizie viaggiando, dunque, non illude Corti, che pone anche basi politiche ai timori degli operatori turistici: “Temiamo soprattutto quel che accadrà dal 10 gennaio 2011 in poi. Quando c'é una crisi di governo, i consumatori restano alla finestra, mentre riprendono a viaggiare subito dopo le elezioni, quando si registra un a sorta di effetto euforico”.

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