Caro benzina: qualcosa non torna ai consumatori

Spostarsi in macchina? Sta diventando sempre più difficile, almeno se – come è vero per la maggioranza degli italiani – la vettura è alimentata a benzina o gasolio. I prezzi dei carburanti, infatti, sono tornati a volare e nei giorni scorsi sono arrivati a livelli altissimi. Le associazioni di consumatori, però, denunciano una stortura, sottolineando come, a differenza del passato, il costo della materia prima non sia così elevato da giustificare i rincari.

Come nel 2008
Nei giorni passati, i prezzi dei carburanti hanno toccato quota 1,45 euro al litro per la benzina e 1,33 euro al litro per il gasolio. Livelli simili erano stati registrati nel 2008, quando, in piena “emergenza petrolio”, il costo del greggio aveva superato i 100 dollari al barile. Oggi, tuttavia, a fronte di una sostanziale parità dei prezzi alla pompa rispetto a due anni fa, il costo del greggio è sensibilmente più basso.

Questa, almeno, è l’analisi effettuata da Federconsumatori e Adusbef, che fanno sapere che facendo un confronto con quanto accadeva nel 2008: “Oggi il costo della materia prima si attesta a 89,35 dollari al barile, quindi anche considerando la perdita di terreno dell’euro, la benzina dovrebbe comunque costare 7-8 centesimi in meno”.

Dal loro punto di osservazione, le due associazioni di consumatori, parlando per bocca dei presidenti, Rosario Trefiletti (Federconsumatori) ed Elio Lannutti (Adusbef), temono pesanti ripercussioni sulle finanze degli automobilisti italiani: “Così facendo, questo sovrapprezzo comporta pesanti ricadute per gli automobilisti, pari a 96 euro annui per costi diretti e 83 euro per costi indiretti”.

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