Natale di sprechi

Siamo ormai con un piede nelle feste natalizie. Chi più, chi meno tutti abbiamo pensato ai regali da fare e ai menù dei pranzi e dei cenoni che ci aspetteranno nelle prossime settimane. La stessa cosa la ha fatta anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori), ma invece di pensare a cosa arriverà in tavola, l’associazione si è interessata a quanto finirà nella spazzatura. Come ogni anno, e a maggior ragione in un anno di crisi, le stime sugli “sprechi natalizi” lasciano molto a che pensare (nelle feste natalizie si verifica il 5% degli sprechi alimentari dell’intero anno).

È festa: ingrassano anche le pattumiere
Secondo le previsioni della Confederazione italiana agricoltori, tra Natale, Capodanno ed Epifania, gli italiani butteranno nella spazzatura più di 500mila tonnellate di cibo, ossia circa il 25% del totale della spesa alimentare per le festività (1,5 miliardi di euro il valore complessivo, quasi 80 euro in media a famiglia).

Tra gli alimenti più sprecati, stando a quanto dicono gli agricoltori, rientrano latticini, uova, carni (39%) e, a seguire, pane (19%), frutta e verdura (17%), pasta (4%). Molto meglio andrà ai dolci (sprecati per il 2-3%) e ai vini e agli spumanti, di cui i gaudenti italiani non butteranno quasi nulla.

Lo spreco va forte a Natale
È soprattutto a Natale che gli italiani non riescono a regolarsi. La Cia, infatti, afferma che in cene e pranzi di 24, 25 e 26 dicembre finiranno nell’immondizia cibi per un valore di un miliardo di euro (più di 50 euro a famiglia).

Più attenti, invece, saremo tra Capodanno ed Epifania, quando verranno buttate più di 165 mila tonnellate di cibo, per un valore, a nucleo familiare, poco meno di 30 euro.

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