Pensioni a rischio di estinzione

Spesa pensioni Il piatto piange per i pensionati del futuro! Lo dice Bankitalia, lo ribadisce il Censis e lo ammette persino l'Inps. Diminuisce infatti progressivamente e inesorabilmente il tasso di sostituzione tra retribuzione e pensione nel tempo. A lanciare un accorato allarme sul rischio previdenziale è Banca d’Italia, secondo cui per una consistente fascia della popolazione la “ricchezza previdenziale potrebbe essere inadeguata”. Stando alle stime Inps il grado attuale di copertura della pensione, per i lavoratori dipendenti, è del 52 per cento della retribuzione, che scenderà gradualmente, fino ad arrivare al 47 per cento, nel 2037.

Poveri pensionati!

Nelle stime della Ragioneria dello Stato un lavoratore del settore privato che nel 2010 avrebbe ottenuto una pensione pari a circa il 70% della propria retribuzione (al lordo dell'imposizione fiscale e contributiva) nel 2040 vedrà ridotta la percentuale al 52% a parità di anni di contribuzione. Se il calcolo viene fatto al netto dell'imposizione fiscale e contributiva il tasso di sostituzione scenderà nei prossimi trent'anni dall'80% al 63%.

Aumenta la spesa assistenziale

Diretta conseguenza dell’inadeguatezza delle pensioni sarà l’aumento della spesa sociale. Anche perché sulla base del campione dei bilanci di Bankitalia, che contiene anche il risparmio e i patrimoni, emerge che il 47,3 per cento dei lavoratori andrà in pensione con meno del 60 per cento dello stipendio, ma di questi un 15 per cento appartiene alla fascia più povera della popolazione, cioè senza altre risorse oltre alla pensione.

Lavoratori scoraggiati

Stando ai dati del ministero del lavoro il nostro Paese avrebbe speso nel 2009 175 miliardi in spesa sociale, di cui 16 interamente dedicati al capitolo delle pensioni assistenziali. Secondo il 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2010” del Censis inoltre in Italia la spesa sociale ammonterebbe al 27,8% del Pil, in linea con la media europea, 26,4%, ma, rispetto agli altri Paesi, nel nostro Paese la spesa previdenziale incide molto di più sulla spesa sociale complessiva, assorbendo circa 3.404 euro pro-capite sui 5.880 euro di spesa sociale pro-capite disponibile, rispetto ai 3.087 euro della Germania e i 2.504 euro della media europea.

L’attuale congiuntura economica però fa in modo che più di un italiano su tre si senta a rischio di povertà, il 36% contro il 25% della media europea.

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