Più che un Redditometro, una sanatoria!

Redditometro Redditometro per molti ma non per tutti….. Il tanto sbandierato redditometro infatti sembra chiudere non uno bensì due occhi su professionisti ed imprenditori.
Grandi esclusi dei controlli fiscali Iva e Irap, non finiscono infatti nel mirino degli accertamenti. E’ come se, mormora qualcuno, professionisti ed imprese si vedessero tassata la propria attività solo con l’Irpef.

Il problema dell’evasione insomma non verrebbe “aggredito” seriamente, considerando che la maggior parte dei redditi occultati deriverebbe da attività professionali non dichiarate e non tracciabili.

Tale scelta potrebbe essere contestata dalla Ue in quanto configurerebbe una rinuncia ad accertare l'eventuale Iva evasa.

I “buchi” del redditometro

Ragionevole sarebbe stato introdurre nelle misure di controllo la provenienza del reddito derivante dall’attività abituale del contribuente, ammettendo la prova contraria. Il nuovo redditometro infatti tiene conto solamente delle variazioni di reddito complessivo, non accertando la natura del reddito.
L’evidente conseguenza è ch le rettifiche acquistano rilievo solo ai fini Irpef e non Irap e iva.

Sanzioni in bilico

A riportare equilibrio nella normativa anti evasione potrebbe esserci la UE. La “sanatoria” Iva inaugurata col nuovo redditometro potrebbe a buon diritto finire sotto la lente comunitaria, costringendo la Commissione UE ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per violazione degli articoli 2 e 22 della sesta direttiva e dell’art. 10 CE, che non consentono agli Stati membri di disporre misure di condono in relazione all’IVA, in quanto imposta armonizzata.

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