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Quars: oltre al PIL c’è di più

Pubblicato: 17 gen 2011 da Dust

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Indice Quars Rischia il prepensionamento il caro vecchio PIL che, come è avvenuto per il Quoziente Intellettivo, risulta uno strumento superato. Il benessere di una nazione non è riducibile, sostengono gli economisti dell’associazione Sbilanciamoci! , a meri parametri di crescita economica. Ma come si può misurare la felicità di un paese? La risposta potrebbe risiedere nella formazione di un nuovo indicatore di sviluppo: il Quars (Qualità Regionale dello sviluppo). I creatori del QUARS, raccogliendo le istanze e gli stimoli della società civile italiana (dalle associazioni dei consumatori a Legambiente, passando per sindacati e associazioni professionali di categoria), hanno voluto “giudicare” le regioni in base ad un modello di sviluppo che abbia un impatto minimo sull’ambiente, indirizzato verso la sostenibilità e i servizi sociali e sanitari.

L’indice della felicità

Lo sviluppo di una Nazione e il livello di benessere regionale dovrebbero tenere conto di fattori come la distribuzione del reddito, la solidarietà, la quantità di lavoro sommerso, le iniziative di welfare pubblico, la tutela dei diritti di genere e di cittadinanza, il rispetto dell’ambiente, la qualità dell’aria, il numero di asili nido per abitante e la soddisfazione degli utenti nelle strutture sanitarie e negli ospedali. Si tratta in tutto di 41 variabili elaborate e monitorate dall’associazione Sbilanciamoci!, che le avrebbe raggruppate in 7 macro-indicatori: Ambiente, Economia e Lavoro, Diritti e Cittadinanza, Istruzione e Cultura, Salute, Pari Opportunità e Partecipazione.

Il rapporto 2010

L’indagine condotta sulle regioni italiane nel 2010 e intitolato “Come si vive in Italia?”, evidenzia alcuni paradossi. Le regioni che tradizionalmente primeggiano in termini di produttività e benessere economico sembrano invece essere penalizzate in merito a qualità della vita.
Anzi, in certi casi, si trovano nelle posizioni più basse delle varie graduatorie. Per esempio, la Lombardia è al terzo posto nella graduatoria del Pil pro-capite ma è solo nona nella classifica complessiva Quars.

La geografia del benessere

L’evidente squilibrio che caratterizza le regioni italiane è reso graficamente tramite la rappresentazione cartografica. Il rapporto Quars inserisce per ogni macro-indicatore una “mappa” dell’Italia in cui ogni regione è rappresentata in modo più grande o più piccola a seconda di quanto il parametro preso in esame si discosta in positivo o in negativo dai valori medi. Se ad esempio, nella categoria Ambiente, la regione Trentino Alto-Adige ha raggiunto dei risultati più alti di altre regioni viene raffigurata sulla cartina con dimensioni maggiori rispetto ad altre e viceversa.
Le due aree di analisi in cui lo squilibrio tra le regioni è particolarmente elevato e in cui le mappe dell’Italia sono più “deformate” sono Economia e Lavoro e Pari Opportunità.

Scarica il rapporto

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • advk

    17 gen 2011 - 11:13 - #1
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    Che il PIL fosse una ca-zz-ata lo sapevamo tutti……ci credeva solo confindustria e la nana culona Mercegaglia.

  • Profilo di caligola

    caligola

    17 gen 2011 - 20:04 - #2
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    Che grandiosa scoperta! Sono decenni che esistono indicatori del benessere diversi dal PIL. Ormai il PIL ha funzione solo in ambito macroeconomico: ma è logico che se si vuole vedere la qualità di vita di una popolazione si guarda altrove